In questo articolo proponiamo una breve guida sull’esonero contributi partite iva. Illustreremo le categorie di lavoratori a cui spetta e, di conseguenza, chi può fare domanda all’Inps. Ovviamente, non mancheremo di spiegare come funziona. Dopo la pubblicazione del decreto del Ministero del Lavoro e del MEF, si è di conseguenza messo in atto il meccanismo per l’inizio dell’anno bianco contributivo. I requisiti sono gli stessi previsti dalla Legge di Bilancio 2021: l’interessato dovrà dimostrare di avere avuto un calo di fatturato del 33% nel 2020 rispetto al 2019, e un reddito pari o inferiore a 50.000 euro.
Esonero contributi partite iva: importo massimo e istruzioni
L’importo massimo dell’esonero riconosciuto è pari a 3.000 euro, da riparametrare sulla base mensile. Ad ogni modo gli interessati dovranno presentare la domanda, entro scadenze diverse per i professionisti con cassa e per gli autonomi iscritti all’Inps. Rispetto ai tempi fissati dal decreto necessario per fare domanda, da segnalare la proroga della scadenza dal 31 luglio al 30 settembre, alla luce dei ritardi per l’avvio delle procedure operative di accesso all’esonero dei contributi. Le istruzioni su come operare sono contenuto nella circolare n. 124 del 6 agosto 2021.
Tuttavia, non è ancora possibile effettuare la domanda. Segnaliamo, invece, la partenza delle istanze per poter accedere all’esonero contributivo per i professionisti di cassa. Quindi, categorie professionali come avvocati e commercialisti, se vogliono, possono già presentare la domanda. Ricordiamo come l’esonero contributivo è previsto dal decreto Sostegni bis. Come specifica Pmi.it esso spetta anche ai datori di lavoro privati operante nei settori del commercio, stabilimenti termali, turismo, settore creativo, culturale e spettacolo.
A chi spetta
I beneficiari dell’esonero del varsamenti dei contributi previdenziali previsto dalla Legge di Bilancio 2021 sono i titolari di partita iva che hanno subito rilevante perdita di fatturato nel 2020. Come leggiamo da Money.it, il taglio dei versamenti contributivi, ossia quello nominato anche come “anno bianco fiscale” per autonomi e professionisti, viene applicato nei confronti dei:
- – lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’AGO (artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e lavoratori iscritti alla gestione separata di cui l’art.2 comma 26 della legge n. 335 del 1995 e che dichiarano redditi ai sensi art.53 comma 1 del d.P.R. n.917 del 1986. Sono compresi anche i lavoratori soci di società e i professionisti componenti di studio associato;
- – medici, infermieri e altri professionisti e operatori alla L. 3/2018, già collocati in quiescenza, a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione per far fronte all’emergenza Covid-19. L’esonero spetta per i contributi 2021 da versare con rate o acconti.
Specifichiamo come le categorie che abbiamo poc’anzi elencato hanno diritto all’esonero del versamento dei contributi, a patto che vengano rispettati i requisiti che elenchiamo di seguito:
- – Calo di fatturato o corrispettivi pari a almeno al 33% nel 2020, rispetto al 2019;
- – Reddito complessivo pari o inferiore a 50.000 euro.
Aggiungiamo inoltre che il titolare di partita iva, per far sì che gli venga riconosciuto l’esonero dei contributi, dovrà dimostrare di avere tali requisiti:
- – Non deve essere titolare di contratto di lavoro subordinato;
- – Non deve essere titolare di pensione diretta (a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e di ulteriori retribuzioni che le istitutuzioni corrispondono nel caso di risulti essere invalidi).
Il Fondo per l’esonero di contributi ha una dotazione di 2.500 milioni di euro. Il decreto Sostegno ha aumentato la dotazione prevista dalla Legge di Bilancio 2021, al fine di garantire una copertura adeguata alla misura.
Chi ha aperto un’attività nel 2020?
Poniamo il caso di un titolare di partita iva che abbia aperto la sua attività nel 2020, che comporta l’obbligo di iscrizione alle gestioni Inps che abbiamo manzionato o a casse private, ebbene, per questi non si applicano i requisiti riguardanti il calo di fatturato e, al contempo, la verifica del reddito prodotto nel 2019. In un simile contesto, allora l’interessato non dovrà dimostrare di aver subito perdite a causa della pandemia da Covid-19. Ricordiamo come l’emergenza sanitaria ha messo in crisi numerosi settori lavorativi e attività imprenditoriali.
Fondi per lavoratori autonomi e professionisti iscritti all’Inps
Nei confronti dei professionisti iscritti all’Inps e lavoratori autonomi, il decreto attuativo del Ministero del Lavoro stanzia un massimo di 1.500 milioni di euro per il riconoscimento dell’esonero contributivo 2021, pari a un totale di 3.000 euro. L’importo dell’esonero effettivamente riconosciuto verrà in qualsiasi caso riparametrato nel caso in cui le richieste dovessero andare oltre l’importo di fondi complessivamente stanziati. Adesso è giunta l’ora di spendere qualche parola sulle regole operative per l’accesso all’esonero dei contributi Inps 2021.
Riguardo agli iscritti delle gestioni speciali, l’esonero dal versamento dei contributi è da applicare sulla contribuzione oggetto della tariffazione annuale di competenza per il 2021, escludendo però premi e contributi Inail e al netto di altre riduzioni agevolazioni. È al titolare della posizione contributiva che spetta l’esonero, in misura pari alla somma dell’importo dei contributi esonerabili per ogni collaboratore familiare o lavoratore iscritto all’Inps e per il quale è dovuto il versamento contributivo. L’esonero riguarda contributi fissi per figure professionali quali commercianti e artigiani. La scadenza della domanda, in questo caso, è stata prorogata al 30 settembre 2021.
I professionisti con cassa
Per i professionisti iscritti a Casse private di previdenza e dunque a un albo di categoria, sono stanziati ulteriori 1.000 milioni di euro. Anche i professionisti con Cassa sono tenuti alla presentazione della domanda, nel rispetto dei requisiti che abbiamo citato, per il beneficio dell’esonero dei contributi 2021. Per costoro il tempo di presentazione della domanda è fino al 31 ottobre 2021. La gestione operativa è affidata ai singoli Enti gestori delle forme obbligatorie di previdenza e assistenza e, anche in tal caso, l’accesso all’esonero è subordinato al rispetto della regolarità contributiva.











