Cronaca
Frode sui contributi COVID: arrestato il figlio di un boss

Un blitz coordinato dalle indagini della DDA di Milano ha portato alla luce un complesso sistema delinquenziale gestito da una nota famiglia mafiosa dedito allo spaccio di droga e alle frodi sui contributi statali. Le indagini hanno portato a una serie di arresti e perquisizioni in Lombardia e altre regioni. In azione Carabinieri, Penitenziaria e Guardia di Finanza, nell’ambito di un blitz condotto della Dia.
Gli inquirenti hanno eseguito 18 misure cautelari con varie accuse nell’ambito di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e numerosi reati economico-finanziari nei quali sono comprese frodi nell’ambito dei contributi COVID ed Ecobonus.
Nei 18 arresti ha fatto rumore quello di un noto medico, figlio di un boss della famiglia coinvolta all’interno dell’inchiesta. Secondo gli inquirenti era proprio il medico a coordinare entrambi gli ambiti criminosi del sistema delinquenziale.
Secondo le indagini i criminali si dedicavano, tramite l’emissione di documentazione falsa con l’aiuto di circa 70 professionisti complici, all’indebita erogazione di somme e del finanziamento garantito e del credito d’imposta per circa 2 milioni di euro.
Per quanto riguarda la droga, secondo le Forze dell’Ordine l’hub dal quale venivano gestiti i traffici si trovava Paderno Dugnano (Milano). Durante le perquisizioni gli inquirenti sono riusciti a documentare la compravendita di 50 kg di eroina, 150 kg marijuana e circa 50 kg di hashish. Tra le linee di approvvigionamento, gli inquirenti sarebbero riusciti a dimostrare accordi per far arrivare gli stupefacenti da Albania, Spagna e dall’Austria.
Ad eseguire le indagini sono stati i Carabinieri del Comando provinciale di Monza con il supporto del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria e il supporto della Gdf.









