Il “Giapponismo” in mostra a Rovigo

la bellezza artistica del Sol Levante sbarca in Italia.

Se in Occidente l’Ottocento fu un po’ fiacco dal punto di vista artistico, l’Oriente fornì continui spunti succulenti che migrarono verso l’Europa.

Grazie al trattato stipulato tra gli USA e il Giappone, datato al 1858, gli scambi commerciali fecero sì che queste due culture potessero avvicinarsi. Con questa liaison economica, il panorama culturale fu permeato dal modo di decorare e rappresentare la realtà alla maniera orientale. Nel 1862 Londra ospitò la Fiera Mondiale dove debuttò ufficialmente l’arte del Sol Levante.

Venti d’oriente a Rovigo, l’esposizione giapponese

- Advertisement -

Per celebrare questa rivoluzione artistica, Rovigo ha deciso di dedicare un’esposizione ‘Giapponismo, venti d’oriente nell’arte europea. 1860-1915‘ curata da Francesco Parisi che sarà fruibile dal 22 settembre al 26 gennaio 2020 a Palazzo Roverella.

Il percorso si snoda in 250 opere (incluse incisioni, dipinti, ceramiche, bronzi, lbri e manifesti) giapponesi che furono al centro di vari studi europei. L’interesse verso l’arte orientale nacque con le xilografie usate per poter proteggere vasi e ceramiche.

- Advertisement -

La mostra è suddivisa in quattro macro-sezioni che contribuirono a svelare i misteri e le magie dal Giappone. Dopo la fiera londinese seguì quella di Parigi nel 1867 e 1878 (quest’ultima fece diventare virale la moda del ventaglio decorato), qui le opere di Gauguin, Touluse Lautrec, Van Gogh, Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha si amalgamavano bene ai giapponismi di Albert Moore, Sir John Lavery, Christopher Dresser, Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Antonio Mancini, Antonio Fontanesi, Francesco Paolo Michetti, Pierre Bonnard, Paul Ranson, Maurice Denis, Emile Gallé, Fernand Khnopff e Henry Van De Velde.

Il movimento Liberty riuscì a importare il Giappone in Europa

La Francia si occupò di aprire gli orizzonti culturali del ‘nuovo mondo’. In questo modo la borghesia, artisti, letterati, musicisti e architetti riuscirono ad apprezzare i motivi decorativi giapponesi affiancati al neo-movimento Liberty. Nel 1860 Samuel Bing, un mercante d’arte, aveva fondato a Parigi una società per il commercio di opere proprio provenienti dal Giappone. Il suo padiglione, nell’esposizione del ’67, ottenne un premio speciale.

Nel 1888 Bing fondò anche una rivista ‘Le Japon artistique‘, nel 1895 aprì la galleria-negozio L’art Noveau‘ da cui nacque la corrente artistica della fine XIX secolo.

La mostra di Rovigo rappresenta una grande tavolozza di colori vivaci, figure e natura presi in prestito dai paesaggi giapponesi che continuano a vibrare in Occidente.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.