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Giorgio Panariello, la verità sulla morte del fratello: cosa ha detto?

Giorgio Panariello è tornato a parlare della morte del fratello, rivelando nello studio di Verissimo dove è stato ospite, che non è deceduto a causa della droga ma per altri motivi. Un racconto quello del comico toscano che commuove e che fa meglio comprendere l’infanzia tormentata che ha vissuto. Panariello ha rivelato di aver vissuto con i nonni e la madre andava a trovarlo occasionalmente, in seguito ha scoperto di avere un fratello che viveva in un istituto.
Panariello e il fratello erano molto legati, ma purtroppo il giovane è caduto nel tunnel della droga e la situazione si è aggravata: “Erano gli anni ’80 in tutta Italia c’è stato il boom dell’eroina e in special modo nei posti dove abito io, la Versilia è molto bella d’estate, ma l’inverno è molto lungo e freddo. Non c’era nulla. Molti danni li ha fatti la noia, questi ragazzi non avevano da fare niente, dopo la scuola ai margini delle pinete. Per un po’ ho cercato di aiutarlo. Se lo lasciavo a casa litigava con mio nonno e si mettevano le mani addosso, così per un po’ l’ho portato a lavorare con me. Era una persona divertente, pensa che al suo funerale c’erano anche persone che lui aveva derubato“.
Giorgio Panariello ricorda il fratello con nostalgia, anche se non può fare a meno di mettere in evidenza alcune sue caratteristiche come la simpatia, dote apprezzata da tutti coloro che lo conoscevano. Il comico ha confessato che per potersi affermare e aiutare la famiglia non ha più potuto portarlo con sé e questo probabilmente ha causato altri problemi.
Giorgio Panariello: “Carlo Conti mi ha detto che era morto”
La notizia della morte del fratello Giorgio Panariello l’ha saputa da Carlo Conti che la mattina dell’accaduto lo ha chiamato. A Verissimo il conduttore di Tale e Quale show ha ricordato quel momento che lo ha unito ancora di più a Panariello: “Il destino ha voluto che fossi proprio io a comunicare a Giorgio il ritrovamento del fratello. Un altro dei momenti che ci ha unito e legato. Caro Giorgio, ricordati che sia Franco, che ma’ che pa’ sono orgogliosi di te.“









