Green Hill, la sentenza ha condannati i tre responsabili

cagnolini green hill Per la gioia degli animalisti e di qualsiasi persona che abbia rispetto per la vita delle specie animali presenti sulla terra, la sentenza su Green Hill ha condannato i tre responsabili dell’allevamento. La chiusura del canile “lager”, così come è stato definito dall’ex ministro Brambilla, è stata molto faticosa, gli animalisti di tutta italia si sono attivati con movimenti di protesta per salvare la vita ai piccoli beagle segregati in quell’incubo. I condannati Glisain Rondot, gestore di green hill, Roberto Bravi, direttore, e Renzo Graziosi veterinario, sono stati accusati di maltrattamento nei confronti degli animali. Assolto solo il secondo gestore Bernard Gotti per non aver commesso il fatto.

Le reazioni degli animalisti

“Il 23 gennaio sarà la giornata dell’animalismo”, queste le parole di Carla Rocchi presidente Enpa. “E’ una sentenza storica senza precedenti, i beagle sono salvi”, sono questi i tweet della Lav (Lega anti-vivisezione). L’associazione risulta soddisfatta della sentenza, il tribunale di Brescia ha dato ragione all’accusa anche se con pene minori rispetto a quelle richieste. La vicenda è ben conosciuta dalla lega che ha lottato dal 2012 per salvare i cani e dare loro una famiglia piena di amore e premure, salvandoli dalla vita piena di torture cui erano destinati. “E’ la riscossa dei beagle. E’ un riconoscimento per tutti coloro che in questi anni hanno digiunato, manifestato, firmato petizioni,realizzato inchieste giornalistiche, presentato denunce, scavalcato barriere fisiche e ideologiche che difendevano l’indifendibile”, afferma Gianluca Felicetti, presidente della Lav.

La soddisfazione dell’ex ministro Brambilla

“E’ una grande vittoria, un traguardo di straordinaria importanza”, afferma l’ex ministra Brambilla che mostra entusiasmo e soddisfazione e sottolinea l’importanza di rendere questo avvenimento un punto di riferimento, uno spunto di riflessione per tutti: “Riflettano il governo e i parlamentari che in questi giorni esaminano il decreto sulla ‘non punibilità per tenuità del fatto’: se le norme proposte fossero state in vigore, reati come quelli commessi a Green Hill probabilmente sfuggirebbero a qualsiasi forma, anche tenue, di punizione”.

Le condanne dei responsabili

Le condanne sono state più leggere rispetto a quelle richieste. Ghislan Rondot è stato condannato ad un anno e sei mesi anche se per lui erano stati richiesti dal Pm tre anni. Stessa condanna per il veterinario per cui erano stati richiesti tre anni e sei mesi. Roberto Bravi è stato condannato ad un anno più le spese anche se in realtà per lui erano stati richiesti due anni. Bernard Gotti per cui erano stati richiesti tre anni è stato assolto. Inoltre per tutti i condannati si aggiunge il divieto di allevare cani per due anni. Disposta anche la confisca dei cani.

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