Green Pass obbligatorio: i portuali di Trieste non mollano

Nonostante il divieto della Prefettura e della Commissione di Garanzia, i portuali di Trieste non mollano. Iniziata la protesta stamattina al Varco 4 del Porto. Notizia in costante aggiornamento

Nonostante il divieto del Prefetto e la dichiarazione di illegittimità da parte della Commissione di Garanzia, i portuali di Trieste incrociano le braccia contro il Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro. Iniziato il blocco delle attività, riuniti in prima linea stamattina al Varco 4 del Porto di Trieste.

 “Nessun blocco, chi vuole lavora”, chiarisce Stefano Puzzer, leader del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste (Clpt). Ma di fatto, è grande il numero dei lavoratori che hanno aderito allo sciopero. A manifestare infatti contro l’obbligo del green pass non solo i portuali ma tanti cittadini, in arrivo anche da altre città.

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NO al Green Pass obbligatorio

I portuali, “disponibili a discuterne” avevano aperto uno spiraglio nei giorni scorsi, nel caso il Governo proponesse una proroga intelligente al 30 ottobre per il Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, rifiutando la proposta dei tamponi gratuiti alla categoria.

Impegnati nella protesta contro il green pass, i portuali di Trieste con dignità, umiltà e soprattutto con “cuore patriottico” , stanno mostrando a tutti che restare uniti per un obbiettivo comune è il fondamento della Repubblica Italiana.

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I portuali non sono disposti a mollare. Nel nome della categoria e di tutte le categorie dei lavoratori italiani, dimostrando cosa significhi essere italiani, equanimi, giusti e civili. 

La notizia è in continuo aggiornamento da Trieste.

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di Monica Ellini