“Io sto con i portuali di Trieste, tutti i lavoratori dovrebbero avere lo stesso coraggio” intervista al senatore Gianluigi Paragone

La popolazione italiana in epoca Covid con GREEN PASS

La SARS- Cov2, anche sintetizzata semplicemente in Covid, è stata la pandemia più discussa che ha visto il coinvolgimento della popolazione mondiale grazie ai social divenuti importanti mezzi di comunicazione. La popolazione italiana, nonostante la volontà ed il bisogno del ritorno alla normale routine, è tuttora compromessa vista la persistenza della misura restrittiva del GREEN PASS, divenuta legge al fine di convincere forzatamente i resistenti, la percentuale della popolazione non vaccinata, verso l’inoculazione del vaccino antiCovid. Ci si è avvalsi di un’intervista al Senatore PARAGONE Gianluigi per conoscere le sue opinioni in merito.

Chi è Gianluigi PARAGONE?

Gianluigi Paragone è nato a Varese il 7 agosto 1971, è sposato con due figli ed è un giornalista professionista. Senatore della Repubblica eletto nelle file del Movimento 5 Stelle. Espulso per aver negato la fiducia al Governo Conte 2, ha fondato il partito Italexit Per L’Italia. Fra le sue molteplici esperienze professionali, ha diretto La Padania fra il 2005 e il 2006. Dal 2007 al 2009 è stato Vice-Direttore del quotidiano “Libero”. Nel 2009 è entrato in RAI, prima come Vice-Direttore di RAIUNO, poi come Vice-Direttore di RAIDUE. Nel 2013 è passato a La7 dove ha scritto e condotto “La Gabbia”. Attualmente collabora con il quotidiano “Il Tempo”.

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INTERVISTA

1- Cosa pensa del GREEN PASS? Perché resta ancora attivo in Italia? In più le si chiede la sua opinione in quanto all’obbligo di GREEN PASS tra i lavoratori pubblici e privati?

  • R – Ho espresso la mia opinione sul green pass in maniera inequivocabile durante un mio intervento in Aula: si tratta di un atto di delinquenza politica. Intanto, come segnalato anche da importanti giuristi, si tratta di un atto incostituzionale, che lede la libertà delle persone, il diritto alla privacy, la libertà di scelta a tutela della propria salute e arriva addirittura a chiedere a chi, liberamente e senza infrangere nessuna legge, sceglie di non vaccinarsi di pagare un tampone per recarsi al lavoro. Oltretutto, un green pass così restrittivo e punitivo esiste solo in Italia, il che dimostra che non si tratta di un intervento a favore della salute pubblica ma di un atto politico. Una forma di controllo inaccettabile sulla vita delle persone.

2- Pensa che la popolazione italiana abbia una piena comprensione dei propri diritti sulla tutela della salute in questo marasma della scelta/obbligo vaccinale antiCovid? A tal proposito, i soggetti allergici che tutele hanno?

  • R – La gestione dell’emergenza Covid è stata confusa e approssimativa. La gente comune era sottoposta a un fuoco di fila di informazioni contrastanti, pensiamo solo alle liti fra cosiddetti esperti che dicevano cose diverse fra loro. A questo si è aggiunta una comunicazione martellante e univoca, senza contraddittorio, che impediva un dialogo che avrebbe permesso alle persone di capire meglio ciò che stava accadendo e anche queli fossero i diritti di ciascuno. Uno degli effetti è stato di creare una forte divisione sociale fra vaccinati, non vaccinati e fra chi pur vaccinandosi esprimeva leciti dubbi. E il green pass è uno strumento vigliacco inventato per costringere la gente a vaccinarsi senza istituire l’obbligatorietà del vaccino. Quando un Presidente del Consiglio dichiara pubblicamente che non vaccinarsi equivale a morire, poi dovrebbe avere il coraggio e la coerenza di imporre l’obbligo vaccinale. Ma non può farlo, sia perché è la stessa Europa che lo vieta, sia perché poi le istituzioni si troverebbero a rispondere dei danni da vaccino, altro tema delicato che si cerca di nascondere sotto il tappeto. Invece si scarica sui singoli la responsabilità delle conseguenze di un trattamento che, è bene ricordarlo, è e resta sperimentale. Chi non vuole vaccinarsi non infrange nessuna legge, eppure sui media viene trattato come una sorta di criminale. Il problema delle persone fragili è parte di questo stesso discorso: non si capisce chi dovrebbe fare il vaccino e chi invece ne può essere esentato, non ci sono linee guida chiare, si demanda ai medici una decisione. E in questo clima da caccia alle streghe un medico che deve rispondere ai suoi pazienti non potrà farlo liberamente. Pensiamo solo ai sanitari che si sono dichiarati contrari o hanno espresso dubbi sul vaccino: sono stati sottoposti a una vera e propria scomunica. In questo clima è evidente che un povero cittadino non riesce più a orientarsi.

3- Cosa pensa della pretesa di soli soggetti vaccinati con tampone negativo (appena eseguito) all’ingresso di una struttura ospedaliera? Bastava soltanto un tampone negativo? Oppure, dietro la pretesa, si cela la verità e la consapevolezza che il soggetto vaccinato porta con sé la positività al Covid?

  • R – E’ ormai noto che anche i vaccinati possono prendere e trasmettere il Covid. Anche qui, ci sono teorie diverse e affermazioni discordanti sul grado di contagiosità di chi è stato sottoposto al trattamento e di chi invece non lo è stato. Il che conferma che la somministrazione dei vaccini è stata ed è sperimentale: si raccolgono i dati in presa diretta e si valutano le conseguenze di volta in volta. Basti solo pensare a tutti i soggetti che hanno ricevuto Astra Zeneca e poi si sono sentiti dire che con quel vaccino, al di sotto di una certa età, era meglio non vaccinarsi. Cosa deve pensare un cittadino? Il rifiuto di assistere persone malate o comunque bisognose di cure urgenti in assenza di vaccino o di tampone, poi, rappresenta un’altra mostruosità giuridica. Soprattutto quando ci sono di mezzo dei minori: so di molti casi in cui bambini o ragazzini non sono stati curati perché chi li accompagnava non era in possesso di green pass o non aveva fatto il tampone. Forse non ci rendiamo conto pienamente della deriva assurda che questa gestione dell’emergenza, che sembra essere prolungata ad arte, ha avuto sulla vita delle persone e sul rispetto delle regole sociali. Non curare un bambino perché l’accompagnatore è sprovvisto di green pass è folle e disumano. Eppure accade, nel silenzio di molti.

4- Ci si chiede spesso perché i vari programmi TV tendano verso l’ orientamento pro vaccino con evidenze che non trapelano equivoci. Lei cosa pensa in merito?

  • R – In Italia esiste un blocco comunicativo senza precedenti, un sistema chiuso in cui viene negato il contraddittorio e qualsiasi opinione che non sia in linea con la comunicazione ufficiale viene trattata come un’eresia. E’ una situazione grave che mette in pericolo le basi stesse della democrazia: non parlo soltanto di Covid o di green pass, ma di un andazzo generale che la pandemia ha solo accelerato. Pensiamo alla crescente censura applicata a chi dissente dalle opinioni mainstream sui social media. O al recente tentativo di negare la libertà di manifestazione, tema impensabile sino a qualche anno fa, a chi scende in piazza per protestare contro il green pass. Fra queste persone ci sono molti vaccinati preoccupati dalla deriva autoritaria della politica, eppure sui media vengono dipinti come un’orda di no vax. Ora si è passati alla fase successiva: a causa delle azioni di un gruppo di estremisti colpiti da Daspo e ben conosciuti da tutte le procure, è iniziata la campagna per assimilare decine di migliaia di persone comuni ai neofascisti. Il messaggio che passa è: i no green pass sono fascisti. E’ una vergognosa distorsione della realtà. Fra l’altro vorrei sottolineare come la responsabiltà di tutto questo sia del ministero guidato dalla Lamorgese, incapace di mettere in sicurezza piazze pacifiche piene di gente comune dalle scorribande di pochi esaltati che approfittano della situazione per creare disordine. Li conoscono, li monitorano, sanno benissimo chi sono e dove sono, eppure viene loro permesso di compiere azioni come l’assalto alla sede della Cgil. Perché non sono stati fermati? Noi vogliamo una risposta chiara dal ministro. Perché come minimo non è capace di fare il proprio lavoro.

5- Cosa pensa di fare in vista dell’obbligatorietà del Green PASS anche tra parlamentari e senatori?

  • R – Sono contrario al green pass per tutte le categorie e quindi anche per i parlamentari. Sto con i portuali triestini che hanno rifiutato i tamponi gratis che il governo offriva loro per paura che si bloccasse il settore: da Trieste è arrivata una grande lezione di democrazia e di rispetto della Costituzione, perché i portuali hanno detto chiaro e tondo che o i tamponi saranno gratuiti per tutte le categorie di lavoratori, o loro continueranno nella loro protesta. Io sto con i portuali di Trieste e credo che tutte le categorie dovrebbero avere lo stesso coraggio. Quindi porterò avanti questa battaglia anche per me stesso e per i parlamentari, non ho intenzione di vaccinarmi né di accettare restrizioni personali intollerabili.

6- Quanto è controproducente la superficialità della parte autorevole dinnanzi alle morti causate dal vaccino?

  • R – In questo clima da “regime sanitario” i danni da vaccino non si possono nemmeno nominare. Sul problema è calata una coltre di silenzio, tanto che sono stati gruppi privati di cittadini a dover sollevare la questione. Sono nati siti che raccolgono moltissime testimonianze di reazioni avverse, alcune anche mortali. In tutto questo, le istituzioni e le case farmaceutiche si distinguono per i loro silenzi e per la loro assenza. Una situazione paradossale e vergognosa che stiamo cercando di portare alla luce, perché i cittadini hanno il diritto di sapere e di essere informati.

7- Si è appreso che i medici pediatrici prima di visitare un bambino pretendano un tampone negativo del bimbo e si rifiutano di visitarlo in caso di sintomi quali la tosse associandola esclusivamente al virus Covid. Trova che sia giusto rifiutarsi di visitare un bambino?

  • R – Ho già risposto in precedenza a questa domanda: rifiutare visite e cure ai bambini è un abominio umano e giuridico, oltre a un tradimento del giuramento di Ippocrate. Mi spaventa il fatto che se ne parli e che se ne discuta come se fosse una questione accettabile o normale. Quello a cui assistiamo è un attacco alle regole fondamentali del vivere civile che dovrebbero sempre caratterizzare un Paese democratico. Ed è una deriva molto pericolosa alla quale non dobbiamo e non possiamo assistere passivamente.

Si ringrazia il Senatore Paragone per la gentile concessione dell’intervista.

Nell’articolo si fa riferimento a opinioni o dichiarazioni di terzi, e non verità oggettive.

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