In una Trieste assolutamente pacifica, i portuali continuano la lotta per la libertà contro il green pass, insieme alle altre categorie di lavoratori. Dopo la fine della prima giornata di mobilitazione, conclusa con il presidio notturno del Varco 4, si è svolta oggi la seconda giornata di blocco delle attività del Porto di Trieste.

Un importante afflusso di persone si è visto anche oggi a sostegno dei lavoratori portuali e delle altre categorie di lavoratori presenti alla manifestazione contro il green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro. Un afflusso sereno, continuo e soprattutto civile e pacifico che ha permesso uno svolgimento disciplinato e ordinato con l’arrivo anche di Enrico Montesano, intervenuto a sostegno della categoria.

La forza e la determinazione dei lavoratori portuali

Anche se una parte dei lavoratori del porto di Trieste ha svolto regolare servizio in queste giornate, il presidio è comunque proseguito al Varco 4 del Porto. Il presidente dello scalo, Zeno D’Agostino ha chiesto soluzioni drastiche per un immediato ritorno alla piena operatività del porto: “Questa situazione non si può più tollerare, ho bisogno di un porto che funzioni” .
Nella conferenza stampa di questa sera Stefano Puzzer annuncia in proposito delle novità: “Questa prima battaglia l’abbiamo vinta, dimostrando la forza e la determinazione dei lavoratori portuali e di tutti coloro che li hanno affiancati e sostenuti nella difesa della democrazia e della libertà individuale. Domani torniamo al lavoro ma non ci fermiamo.”
Il leader dei portuali di Trieste evidenzia inoltre: “Ci sono persone che stanno lavorando ma che non hanno il green pass. Abbiamo inoltrato una denuncia e abbiamo chiesto un controllo a tappeto. Se il controllo non verrà eseguito, mi sembra chiaro ormai che il green pass non è uno strumento per la nostra salute ma uno strumento economico.“
“Se il 30 non otteniamo il ritiro del green pass bloccheremo tutta l’Italia“
I portuali non depongono quindi le armi. Determinati nell’azione intrapresa e guidati da un leader che appare molto sereno e soprattutto sorridente, percorrono la strada verso la libertà per i lavoratori di tutta Italia.
“Siamo in contatto con le Forze dell’Ordine e stiamo creando un coordinamento nazionale perché stiamo guardando avanti..E’ giusto che questa forza si coordini per una mossa ancora più forte“.
Dopo qualche ora dalla conferenza stampa, Stefano Puzzer fa un nuovo annuncio: “Vi chiedo scusa, riscriveremo il comunicato. Il presidio va avanti”. I lavoratori portuali in seguito si sono organizzati per trascorrere la seconda notte in presidio al varco 4 .











