Il bullismo non si ferma!

La polizia indaga su sei ragazzi di un liceo di Lucca

Dopo aver visionato con attenzione il video posto su youtube da alcuni ragazzi di un liceo di Lucca, nel quale si vedeva un gruppo di alunni insultare e addirittura colpire un professore, la polizia ha deciso di aprire un’inchiesta nei confronti di sei ragazzi. I reati contestati sono violenza privata ( in quanto uno degli alunni indossando un casco colpiva con delle testate il petto del professore) e ingiuria. La scuola da parte sua ha annunciato che alcuni dei ragazzi saranno sicuramente bocciati, mentre per altri scatterà una sospensione poiché in questi casi chiedere scusa non può bastare.

Questo però è solamente l’ultimo di una lunga lista di casi in cui i professori sono vittime di atti di bullismo e prevaricazione da parte degli studenti e spesso anche dei genitori dei ragazzi. A pochi mesi fa risale la vicenda accaduta ad Avola, in Sicilia, di un professore di educazione fisica picchiato dai parenti di un alunno perché aveva rimproverato il figlio, oppure il caso di una professoressa disabile che è stata immobilizzata solo per essere derisa.

Tutti questi fatti di cronaca dovrebbero accendere una spia all’interno delle istituzioni, che sembrano invece cieche, disinformate o disinteressate rispetto all’universo scolastico. La scuola, se osservata con attenzione, può essere un ottimo strumento per leggere la realtà del presente e vedere frammenti di quella che potrà essere la società del futuro. Questo perchè all’interno dei licei, istituti professionali e università viene formata la futura classe dirigente. Che Paese potremmo allora mai avere tra qui a 20 anni se il compito di formare le nuove generazioni viene lasciato solamente e unicamente ai docenti?

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I maestri, i professori e tutto l’apparato scolastico oggi si trovano a dover affrontare quasi da soli un compito gigantesco, come quello dell’educazione e formazione dei ragazzi. In questa loro missione i docenti sono stati lasciati da soli a combattere in prima linea, spesso e volentieri in trincea, una vera e propria guerra senza essere tutelati dalle istituzioni e non avendo più neanche il sostegno delle famiglie degli alunni.

Il bullismo è un fenomeno che esiste da sempre, eppure in un passato neanche così remoto, il bullo poteva anche alzare la testa e provare a comportarsi male nei confronti della classe e del professore. Però lo studente sapeva perfettamente che la testa l’avrebbe dovuta riabbassare, perchè il maestro poteva utilizzare la sua autorità e gli strumenti della propria formazione per rimetterlo in riga e la punizione che avrebbe ricevuto a casa sarebbe stata molto più dura di quella che gli avrebbe inferto la scuola. Questo perchè esisteva un’alleanza, un rispetto reciproco, tra il docente e la famiglia che lavoravano insieme per il bene del ragazzo.

Il dato più sconvolgente di oggi sta proprio nel fatto che molto spesso siano i genitori a prendere le difese dei propri figli, giustificando atti inconcepibili, che non comportano altro che provocare ulteriori danni per il ragazzo che non capirà mai l’errore compiuto. Per questo il metodo migliore per superare e affrontare il bullismo non può ridursi semplicemente nel punire i singoli atti, ma nel rieducare la famiglia ridando nel contempo centralità al lavoro dell’insegnante.

 

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