Il caso del macellaio morto a Faenza, si indaga per omicidio

Le indagini si concentrano su un ex vigile urbano e un uomo di origine albanese

Nuovi risvolti sul caso del macellaio di Faenza (Ravenna), trovato morto impiccato nel suo negozio, il 26 luglio 2019. A quattro anni di distanza da quel tragico evento, si cerca ancora di dare un volto e una spiegazione al decesso del 64enne Domenico Montanari. Attualmente sono indagati un ex vigile urbano 53enne e un 40enne di origine albanese. Il primo era già stato accusato di istigazione al suicidio, ma poi questa pista era stata abbandonata, lasciando spazio all’ipotesi di un suicidio conseguente al reato di usura.

Dopo aver trovato alcun bigliettini, lasciati dal defunto, la Procura arrivò alla conclusione che con ogni probabilità, l’ex vigile si faceva cambiare dal macellaio sia i propri assegni sia quelli compilati da altre persone tra suoi debitori. Al vigile, erano state contestate anche una maxi-truffa a due gemelle gemelle, un’estorsione a un collezionista di divise, una truffa a due coniugi, un’estorsione ad un noleggiatore di auto di lusso, per una condanna complessiva di 5 anni e 10 mesi.

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Lunedì 20 febbraio è scattato l’avviso di garanzia per omicidio

In seguito ad un accertamento tecnico su degli apparecchi elettronici dei due indagati, lunedì 20 febbraio è scattato l’avviso di garanzia per omicidio. Le autorità sono riuscite ad accedere ad un cellulare di uno dei sospettati che era stato sequestrato nel 2019, ma del quale l’ex vigile non aveva mai fornito la password.