Sulla cima del Monte San Biagio, a 624 metri sul livello del mare, il Cristo Redentore di Maratea domina il Golfo di Policastro e la città sottostante. Con i suoi oltre 21 metri di altezza, è tra le statue più imponenti d’Europa e, insieme alla celebre controparte di Rio de Janeiro, uno dei simboli monumentali più riconoscibili dedicati a Cristo.
La sua storia, tuttavia, non inizia con il progetto della statua, ma risale ai primi anni del Novecento, quando sulla stessa vetta si eresse un semplice segno di fede: una croce.
Contesto storico e motivazione dell’opera
La croce del 1907
Nel 1907, accanto alla Basilica di San Biagio – santuario che custodisce le reliquie del santo patrono di Maratea – fu eretta una croce in ferro battuto. L’iniziativa nacque come segno religioso visibile da tutta la costa, simbolo di protezione per i marinai e le comunità locali.
La croce del 1942
Durante il periodo bellico, il podestà Biagio Vitolo avviò lavori di miglioramento dell’accesso al Monte San Biagio, realizzando una strada carrozzabile e tornanti panoramici. In quell’occasione, la croce del 1907 fu sostituita da una nuova struttura in cemento armato, dotata di parafulmini.
L’arrivo di Stefano Rivetti
La svolta avvenne negli anni Cinquanta, quando l’imprenditore piemontese Stefano Rivetti di Val Cervo si trasferì a Maratea per aprire attività industriali, con il sostegno della Cassa del Mezzogiorno. Uomo di grande spirito innovativo, Rivetti iniziò a maturare l’idea di un’opera monumentale capace di attrarre turismo e allo stesso tempo celebrare la fede cristiana.
La sua proposta: sostituire la croce con una statua imponente del Cristo Redentore, visibile a chilometri di distanza.
Progetto e realizzazione dell’opera
I primi bozzetti
Nel 1960 Rivetti affidò l’idea allo scultore fiorentino Bruno Innocenti, professore all’Istituto d’Arte di Firenze. Innocenti concepì una figura moderna, con tratti essenziali e simbolici, diversa dalle iconografie classiche di Cristo: capelli corti, barba appena accennata, braccia aperte in un gesto di accoglienza universale.
La proposta ufficiale
Il 5 settembre 1961, Rivetti presentò il progetto al Comune di Maratea. La proposta fu accolta, e si pianificò la rimozione della croce in cemento per lasciare spazio alla nuova opera.
L’avvio dei lavori
Nel settembre 1963 la croce fu smantellata. Due mesi dopo, nel novembre 1963, iniziarono ufficialmente i lavori, diretti dall’ingegnere Luigi Musumeci per la parte strutturale. La sfida tecnica era notevole: una statua di oltre 20 metri doveva essere ancorata direttamente alla roccia e resistere ai venti forti che soffiano dalla costa.
La struttura
La statua fu costruita con un’anima in cemento armato e acciaio, fissata con oltre 14 tonnellate di metallo alla roccia. Il rivestimento esterno, spesso circa 20 centimetri, fu realizzato con cemento bianco e scaglie di marmo di Seravezza, conferendo all’opera una luminosità particolare, visibile da grande distanza.
Il completamento
I lavori si conclusero nel 1965. Curiosamente, non venne organizzata una cerimonia ufficiale di inaugurazione, probabilmente per divergenze politiche locali. La statua, però, divenne fin da subito parte integrante dell’identità di Maratea.

Dimensioni, struttura e dettagli estetici
- Altezza complessiva: 21,13 metri
- Apertura delle braccia: 19 metri
- Altezza della testa: 3 metri
- Peso stimato: circa 400 tonnellate
- Materiali: cemento armato e scaglie di marmo di Seravezza
- Fondazioni: fissate direttamente alla roccia
- Interno: vuoto, con scala di servizio in ferro (non accessibile al pubblico)
L’assenza di un piedistallo, la posizione leggermente avanzata del piede sinistro e la proporzione tra busto e braccia creano un senso di slancio armonioso. Il volto è rivolto verso l’interno della Basilicata, quasi a protezione della terra e delle comunità locali.
Cronologia storica
- 1907 – Erezione della croce in ferro battuto.
- 1942 – Sostituzione con croce in cemento armato.
- 1953 – Rivetti si stabilisce a Maratea e inizia a concepire l’idea della statua.
- 1960 – Bruno Innocenti realizza i bozzetti iniziali.
- 5 settembre 1961 – Presentazione ufficiale del progetto al Comune.
- Settembre 1963 – Smantellamento della croce.
- Novembre 1963 – Inizio lavori della statua.
- 1964 – Completamento dell’armatura strutturale.
- 1965 – Conclusione dell’opera senza inaugurazione ufficiale.
- 2013 – Eventi diocesani in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
- 2014 – Fondazione Cristo di Maratea Onlus per manutenzione e valorizzazione.
- 16 ottobre 2021 – Gemellaggio con il Cristo Redentore di Rio de Janeiro.
Inaugurazione e successiva storia
Nonostante l’assenza di una cerimonia inaugurale, il Cristo Redentore di Maratea entrò subito nell’immaginario collettivo. Negli anni è diventato punto di riferimento visivo e spirituale.
Nel 2013, la statua e il Monte San Biagio furono scelti come sede di eventi religiosi legati alla Giornata Mondiale della Gioventù. L’iniziativa rafforzò il legame della comunità con il monumento.
Nel 2021, il gemellaggio con la statua di Rio de Janeiro sancì un riconoscimento internazionale, ponendo Maratea sulla mappa mondiale dei grandi monumenti cristiani.
Valorizzazione e importanza culturale
Dal 2014 la Fondazione Cristo di Maratea Onlus, voluta da Chiara Rivetti di Val Cervo, cura la manutenzione della statua e promuove iniziative culturali e turistiche.
Il Cristo è oggi non solo un simbolo religioso, ma anche un’attrazione turistica di primo piano, inserito in itinerari che comprendono la Basilica di San Biagio e i punti panoramici del monte. La sua immagine è utilizzata in manifesti, campagne promozionali e opere artistiche.
Il Cristo di Maratea nella cultura
La statua compare in opere letterarie, come nella fiaba Il meraviglioso, inenarrabile e inimmaginabile viaggio di Peter Handke di Ingeborg Bachmann, e in film come Ogni lasciato è perso di Piero Chiambretti e Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo.
Queste citazioni e apparizioni hanno contribuito a consolidarne l’immagine iconica anche al di fuori della Basilicata.
Riepilogo storico e tecnico
| Aspetto | Dettagli principali |
|---|---|
| Promotore | Conte Stefano Rivetti di Val Cervo |
| Scultore | Bruno Innocenti |
| Ingegnere strutturale | Luigi Musumeci |
| Periodo di costruzione | 1963–1965 |
| Materiale | Cemento armato e scaglie di marmo |
| Dimensioni | Altezza 21,13 m; braccia 19 m; testa 3 m |
| Funzioni | Simbolo religioso, culturale e turistico |










