Il femminicidio di Violeta Senchiu, la donna brutalmente uccisa dal compagno italiano.

Un femminicidio passato in sordina quello avvenuto sabato scorso in provincia di Salerno.

Un altro femminicidio.

Sabato 3 novembre, una donna è stata uccisa a Sala Consilina, nel salernitano.

Un italiano di 48 anni ha versato sul pavimento di casa due taniche di benzina e poi, secondo l’accusa dei carabinieri, avrebbe appiccato il fuoco che ha provocato un’esplosione nell’appartamento al cui interno si trovava la compagna.

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Violeta, una donna romena di 32 anni, è rimasta gravemente ferita per poi morire dopo ore di agonia in ospedale.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario pluri-aggravato per futili motivi, crudeltà, premeditazione e di incendio doloso.

Il femminicidio di Violeta Senchiu è passato in sordina.

La donna, vittima di gravi ustioni su tutto il corpo, è morta dopo quasi venti ore di agonia nel centro grandi ustionati dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, lasciando 3 figli.

Il suo assassino,  già noto alle forze dell’ordine, sarebbe uscito di casa per acquistare le due taniche di benzina che ha poi utilizzato per appiccare l’incendio.

Per giorni la notizia non ha ottenuto visibilità ad esclusione di alcuni articoli sui quotidiani locali.

Per Violeta non ci sono stati cortei, visite istituzionali di ministri, indignazione o ronde organizzate da Forza Nuova. 
“Siamo sconvolte dalla brutalità di quanto accaduto a Violeta a Sala Consilina, nel cuore del Vallo di Diano” ha comunicato il Centro Antiviolenza Aretusa.

“Non possiamo restare indifferenti: Violeta era una donna e una madre come tante, poteva essere una nostra amica, sorella, collega.

Apprendiamo della sua storia dai giornali di oggi, e purtroppo la sua storia è come quella delle 74 donne ammazzate nel 2018, trucidata da chi diceva di amarla, da chi ha deciso con lucida premeditazione di cancellarla da questo mondo.

La violenza di genere è un fenomeno sociale radicato nella nostra cultura che colpisce qualsiasi tipo di donna indipendentemente dall’origine, dall’età, dalla religione.

Molte donne vittime di violenza pensano di non avere via d’uscita, si sentono sole e non sanno a chi chiedere aiuto, spesso quando lo si fa ci si sente domandare cosa si è fatto per portare l’uomo ad avere queste reazioni.

Per ogni donna vittima di violenza è fondamentale il supporto e il sostegno della famiglia e degli amici i quali possono cogliere i segnali della violenza e possono informarla che esistono Centri Antiviolenza in grado di sostenerla.”

Con immensa rabbia e dolore, per  Violeta, per Desirée e per tutte le donne uccise dalla violenza maschile.

#nonunadimeno

 

 

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