Il governo anestetizza i decreti sicurezza Salvini

Le novità in materia d'immigrazione fortemente volute dal Partito Democratico e annunciate dal segretario Zingaretti

Se gli Stati fossero persone, un’onda di querele per diffamazione investirebbe l’Italia. Così ha dichiarato Zingaretti, relativamente ai nuovi decreti sicurezza: «Approvato ieri in Consiglio dei Ministri il decreto immigrazione. I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Il governo ripristina la civiltà e lo stato di diritto. Si cancella una vergogna e si riorganizza l’accoglienza per promuovere l’integrazione e garantire la sicurezza per tutti». Siccome siamo circondati da Stati, come la Francia, che di immigranti irregolari non ne vogliono sapere e dirottano le navi delle ONG verso le nostre coste, anche se battono la loro bandiera, se ne deduce che questi Paesi sono fuori dalla civiltà e dallo stato di diritto. Può darsi, ma quando tutto il mondo si comporta in un modo e tu sei il solo a fare diverso, qualche domanda sarebbe opportuno farsela.

Le novità dei nuovi decreti sicurezza

Quali sono queste novità che dettano “disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, nonché in materia di diritto penale” e contengono le basi per un nuovo “sistema di accoglienza e integrazione”?
Prima di tutto, le Ong possono tirare un sospiro di sollievo: spariscono infatti le multe milionarie alle navi umanitarie, che violano i divieti di entrata e navigazione nelle acque territoriali. Le sanzioni non sono state tolte completamente, ma abbassate: da un milione, diventano fino 50 mila euro e, per le imbarcazioni di modesto tonnellaggio, 10 mila. Tentiamo di capire: se uno Stato ritiene che queste operazioni di salvataggio siano sacrosante e meritevoli, le multe per entrare nelle nostre acque senza autorizzazione devono essere cancellate completamente. Noi, invece, le abbassiamo solo, così qualche soldino lo mettiamo in cassa, diamo un segnale che si è infranta una legge, ma nello stesso tempo diciamo che si può fare tranquillamente: il trasgressore se la cava con poco.

- Advertisement -

Ampliamento della protezione internazionale

Andiamo avanti con la nostra analisi: altro elemento nuovo è l’ampliamento dei casi per i quali è possibile chiedere la protezione internazionale, che si aggiunge a quella di provenire da zone di guerra e di carestia. Avranno diritto a richiederla tutti coloro che nel Paese di origine corrono il rischio di subire trattamenti disumani e degradanti. L’indicazione è così generica e ad ampio spettro che si può semplificare: tutti possono saltare le giuste procedure che separano gli emigranti economici da chi è veramente senza via d’uscita, oltre la morte. Ma i ragazzini con il ventre gonfio per la denutrizione e le mamme scheletrite con le mammelle vuote, quelle di certe pubblicità trasmesse alla televisione per raccogliere fondi, non si sono ancora viste in giro. Quei veri disperati non interessano a nessuno: eppure basterebbe dirottare in Africa i finanziamenti per l’accoglienza in Italia e saremmo tutti contenti, perché nessuno lascia la propria casa e parte con il rischio di morire, se può farne a meno. Non è solo abbandonare il villaggio, la propria famiglia, ma cancellare una lingua, una cultura, gli usi e costumi dei padri per abbracciarne altri, diversi ed estranei. Se si è fortunati… Ma nella stragrande maggioranza dei casi, queste persone lasciano la loro terra per un sogno che non esiste, sostituito dall’incubo che si chiama caporalato, spaccio di droga, prostituzione, tratta di organi. Saremmo tutti contenti; tutti, tranne chi lucra sull’immigrazione clandestina.

La cittadinanza italiana

Altra novità importante per i richiedenti asilo è che sono ridotti i termini obbligatori per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Questi non saranno più di 48 mesi, ma di 36 e cioè tre anni. Tutto sommato, un periodo breve per chi attende il loro sostegno elettorale.

- Advertisement -


Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.