Cronaca
Il Governo sugli spostamenti tra comuni: forse aperture, ma i medici avvertono…

Il premier ha aperto una riflessione sull’opportunità di allargare le possibilità di spostamenti tra Comuni a Natale. Al momento, è certo il divieto previsto per il 25, il 26 dicembre e il 1° gennaio di uscire dal Comune di residenza se non per comprovate esigenze ed emergenze. Tempo fa avevamo detto che Conte voleva trasformare alcune regioni rosse in arancioni seguendo i dati dei bollettini medici.
Spostamenti tra comuni per motivi importanti, di emergenza o necessità
L’Ansa ha raccolto voci su una probabile riflessione di Conte che potrebbe, secondo il giornale, portare a delle modifiche alle faq dell’ultimo decreto legge Covid. Si tratta delle domande e risposta che chiariscono quali comportamenti adottare durante il nuovo semi lockdown. Potrebbe essere aggiunta un’interpretazione estensiva delle situazioni di necessità che giustificano lo spostamento tra Comuni.
Questo significa che non verranno modificate proprio tutte le norme, i divieti rimarranno. I casi di necessità e di urgenza che obbligano ad uscire dal proprio comune per andare ad un altro invece saranno valutati ad ampio raggio e aggiunti in un possibile nuovo testo prima delle feste.
Spostamenti tra piccoli comuni, i più importanti e necessari
La ministra Bellanova, il ministro Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono i tre politici che hanno chiesto a Giuseppe Conte di rivedere le norme sugli spostamenti tra i comuni. L’attenzione è concentrata soprattutto sui piccoli comuni, quelli che a numero di popolazione uniti insieme compongono una città.
In una grande città infatti gli spostamenti sono consentiti, quindi c’è la possibilità per amici, famigliari che abitano nello stesso grande comune di vedersi. Invece, in molti contesti regionali le famiglie sono divise tra più borghi, frazioni, comuni. Non è ancora deciso nulla ma si potrebbe aprire una strada in questo senso, anche per non creare una situazione di disparità e disuguaglianza.
Presidente Ordine dei Medici della Liguria: ci saranno una terza e quarta ondata
Il presidente dell’Ordine dei Medici della Liguria, Alessandro Bonsignore, ha dichiarato via Facebook che per gennaio si rischia una terza ondata e anche una quarta, insomma si è in una situazione peggiore che a marzo.
“Sappiamo purtroppo che a gennaio ci sarà sicuramente una terza ondata di Covid-19 ed è probabile che sia peggiore della seconda, perché non ci arriveremo con gli ospedali ‘scarichi’ e sarà concomitante con l’influenza. In più, è verosimile che ci sarà una quarta ondata a marzo“.
Dovremo abituarci a un 2021 tutto con la mascherina, come nel periodo della Spagnola
“Il trend della pandemia Covid” si legge su Il Secolo XIX “è esattamente sovrapponibile a quello della Spagnola, quindi noi sappiamo a cosa stiamo andando incontro. Solo con il vaccino si invertirà la rotta e si spezzerà questo trend.
Non arriveremo alla terza ondata con una riduzione dei contagi come avvenuto tra la prima e la seconda perché siamo in un periodo invernale e le aperture in corso fanno sì che non si arriverà a una riduzione importante dei contagi”.









