Economia

Il piano Marshall dell’Ue è pronto: vale 2000 miliardi

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Il piano Marshall dell’Ue è pronto. Servirà a risollevare l’economia dell’Ue. Nei prossimi sette anni, si stima, esso muoverà fondi per un totale di 2000 miliardi di euro. Comunque, buona parte dei fondi sarà disponibile già a partire dal prossimo anno.

Nella stesura del piano, Ursula Von der Leyen ha cercato di incontrare le esigenze di tutti. Gli stati, infatti, si sono divisi tra chi voleva dei finanziamenti a fondo perduto e chi voleva concedere gli aiuti in cambio di riforme. Nel piano Marshall dell’Ue sono contenuti entrambi gli aspetti.

Come anticipato dalla von der Leyen stessa mesi fa, il Recovery plan userà il prossimo bilancio Ue come base. A tutti gli stati arriverà la richiesta di aumentare il loro sforzo “teorico”, cioè di impegnare più denaro di quanto non facciano già. Successivamente, Bruxelles distribuirà i fondi tramite tre canali. Il più importante sarà il Recovery and resilience instrument, che darà sovvenzioni e prestiti ai Paesi più colpiti dalla crisi. Poi vi sono il programma ‘InvestEU’ e uno strumento per la ricapitalizzazione delle imprese.

L’obettivo finale della Commissione europea è quello di ridurre la frammentazione economica creatasi a seguito della crisi. Infatti, attualmente, ai paesi più “ricchi” è permesso spendere più fondi rispetto ad altre realtà. Tuttavia, il contagio da Covid-19 non ha certo rispettato le distinzioni tra paesi ricchi e poveri e ha colpito molto duramente paesi come l’Italia.
Non a caso, infatti, italiani e spagnoli sono i popoli più insoddisfatti degli aiuti ricevuti dall’Ue, ma anche quelli più colpiti dalla crisi.

Attualmente, il piano Marshall dell’Ue è ancora una proposta, che avrà il momento di verità il 18 giugno. Ma ha sollevato grandi aspettative. Il Ministro dell’Economia, Gualtieri Roberto, ha dichiarato: “Mi aspetto una proposta ambiziosa. Noi siamo per un recovery fund il più ampio possibile. Abbiamo interloquito in questi giorni con la Commissione. Quello che importa è quante risorse avrà, come saranno allocate e l’equilibrio fra contributi a fondo perduto e prestiti: valuteremo sulla base dell’insieme di questi ingredienti“.

Nel frattempo, anche Conte insiste sulla necessità che l’Europa abbia di un Recovery Fund “ambizioso”. Ma, per adesso, i Paesi Bassi non sembrano voler cambiare posizione sugli aiuti: il fondo d’emergenza deve fornire solo prestiti, “senza alcuna mutualizzazione del debito“, ha ribadito Rutte.

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