Salute

Il remdesivir potrebbe avere l’autorizzazione come trattamento contro il Covid-19

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L’UE potrebbe consentire, nei prossimi giorni, la vendita del farmaco remdesivir per il trattamento del coronavirus. Al contrario, gli USA, nonostante un’aggressiva corsa agli appalti, non hanno ancora approvato il farmaco della casa farmaceutica Gilead.

il capo dell’agenzia europea per i medicinali Guido Rasi, nella giornata di lunedì durante un’audizione al Parlamento europeo a Bruxelles ha affermato che l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionale dell’UE consentirebbe di vendere il farmaco per un anno nel blocco di 27 nazioni prima che siano disponibili tutti i dati necessari sulla sua efficacia ed effetti collaterali.

Tale scelta è stata dettata dal fatto che ancora oggi non esiste alcun farmaco specifico per il coronavirus e pertanto si stanno cercando tutte le strade alternative possibili. Nel frattempo, l’Agenzia Europea per i medicinali (EMA) ha già consentito l’utilizzo “compassionevole” di questo medicinale. Ciò significa che è possibile somministrarlo ai pazienti anche senza l’autorizzazione alla vendita.

Anche la FDA (food and drug administration) degli Stati Uniti a maggio ha raccomandato l’utilizzo “compassionevole”, definita autorizzazione di emergenza. Mentre gli USA però sono fermi a questo step, l’UE sta pensando di compiere un passo in avanti.

Il farmaco sarà disponibile per tutti?

Attualmente la casa produttrice del remdesivir sta ricevendo pressioni a livello globale per aumentare la produzione, ed ha confermato di essere in trattative con i governi asiatici ed europei per l’approvvigionamento fino al 2022. Inoltre, oggetto di dibattito, sono alcune licenze in India e Pakistan per la produzione del medicinale nei Paesi in via di sviluppo.

Non è però chiaro, al momento, quanto ci vorrà per consentire una produzione adeguata del farmaco al fine di approvvigionare tutto il mondo e soddisfare la richiesta globale. L’UE, però, vorrebbe implementare una strategia comune per rifornire prima i medici e gli infermieri così come potrebbe avvenire per il vaccino, qualora dovesse rivelarsi insufficiente per tutti.

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