In carcere per errore: si può anche se non si dovrebbe

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Tanti, troppi casi di errori giudiziari e di condannati innocenti. L’ultimo sulla lista quello dei fratelli McCollum.

Henry McCollum e il suo fratellastro Leon Brown McCollum nel 1983 vennero  arrestati con l’accusa di stupro e di omicidio ai danni di una bambina di 11 anni: Sabrina Buie, il cui corpo venne trovato abbandonato in un campo vicino la città americana di Red Springs.

Trenta anni dopo, i due fratelli sono stati rilasciati e ritenuti innocenti grazie alla prova del DNA che ha confermato la loro estraneità ai fatti. All’epoca dell’omicidio, i due allora adolescenti erano stati forzarti ad ammettere la loro colpevolezza, così si evince dall’ultima analisi fatta sul caso, e sulla base di questo condannati.

Il padre dei due uomini ha dichiarato: “Abbiamo aspettato anni e anni, mantenendo sempre viva la fede”.

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Un caso giudiziario che lascia a bocca aperta: due uomini che hanno speso gli anni della loro giovinezza in carcere, accusati di un crimine orrendo, due vite che dovranno, ora, riprendere da dove hanno lasciato cercando di non restare troppo indietro.

Non è quello dei fratello McCollum il primo caso di errore giudiziario nel mondo. Sally Clark, inglese, nel 1999 venne accusata dell’omicidio di entrambi i suoi figli, morti a distanza di pochi anni e ancora infanti. Solo tre anni dopo fu provata la sua innocenza e che entrambi i bambini erano di fatto morti per cause naturali. L’accusa e la tragedia vissuta dalla Clark la segnarono per sempre e nel 2007 fu trovata morta a causa di una intossicazione alcoolica.

Nel 1991 Cassandra Kennedy, una bambina di soli 11 anni, accusò suo padre, Thomas Kennedy, di abusi sessuali. L’uomo finì in carcere, dove spese 10 anni gridando la sua innocenza. All’età di 23 anni, la giovane Cassandra ha rivelato di avere sempre mentito e che tutto quello che desiderava era “essere amata da suo padre”.

Il carcerato che ha trascorso più tempo al mondo nel braccio della morte per errore si chiama Iwao Hakamada, un uomo giapponese di 78 anni, arrestato nel 1966 e condannato a morte nel 1968 per avere sterminato una famiglia. In totale, è stato 48 anni in carcere. A marzo di quest’anno è stato scarcerato perché le prove, sulle quali l’accusa si fondava, erano state alterate.

Anche il nostro paese non è esente da errori giudiziari che hanno costretto innocenti al carcere per anni. Un caso su tutti: Daniele Barillà. Arrestato nel 1992 venne scambiato per un narcotrafficante che al quale la polizia stava dando la caccia da tempo. Barillà ha trascorso in carcere, da innocente, 7 anni 5 mesi e 25 giorni.

In paesi come gli Stati Uniti, dove vige la pena di morte, gli errori giudiziari si possono pagare fin troppo cari. Nel 1992 Barry C. Scheck e Peter J. Neufeld hanno ideato l’Innocence Project, un programma per assistere prigionieri che, attraverso la prova del DNA, potrebbero vedere i loro casi rivisti se non risolti. Più di 300 persone, in America, sono state trovate innocenti dopo il test del DNA, 18 di queste erano in attesa di essere condannate a morte.

Non dimentichiamo, inoltre, che la condanna a morte, negli Stati Uniti, continua a suscitare molte polemiche a causa delle iniezioni letali che vengono somministrate ai detenuti e che sembrano non uccidere velocemente, ma piuttosto lasciare il condannato in una lenta e dolorosissima agonia prima della sua morte. Famoso il caso di Dennis McGuire, condannato a morte nello stato dell’Ohio. In totale, la sua agonia è durata 26 minuti. Tantissimi. L’iniezione letale a McGuire venne fatta con una combinazione sperimentale che si rivelò fallimentare e inutilmente dolorosa.

Fino al 2011, per le esecuzioni, veniva usata una singola iniezione di pentobarbital, prodotto dalla casa farmaceutica Lundbeck, che proprio nel 2011 ha interrotto la distribuzione di questo sedativo per l’America. Come la Lunkbeck, altre case farmaceutiche si sono rifiutate di vendere questo tipo di farmaci, da qui il bisogno di cercare una via alternativa e dunque sperimentale e quindi il ricorso a miscele che non sono state ufficialmente approvate o addirittura poco chiare nella loro composizione.

Sono temi, questi, molo delicati e estremamente importanti per la società, qualsiasi essa sia. Non si può costruire una società che sia considerabile tale sulla base di un sistema giudiziario che non funzioni e sulla base di esperimenti punitivi sui condannati.

Come ha detto Fedor Dostoevsij: Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni”.