Insigne riapre il caso: E’giusto ritirare i numeri di maglia dei campioni del passato?

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Le due magie di domenica sera di Lorenzo Insigne, non hanno semplicemente dato conferma del suo indiscusso talento, e della sua totale napoletanita’, ma hanno riaperto l’annoso caso dei numeri di maglia ritirati . In molti,infatti, si sono chiesti per quale motivo quel ragazzetto alto proprio come il Pibe de Oro che tira le punizioni quasi come lui non abbia sulla maglia il numero che ,da quando esiste il gioco del calcio, rappresenta il miglior talento in campo: il 10. Per il Napoli ed i napoletani questo numero era ed e’ sacro.Fu,infatti, ritirato non appena il Dio del calcio napoletano Diego Armando Maradona  smise di calcare il prato del San Paolo, lasciando in regalo 2 scudetti, una coppa Uefa, una coppa Italia e una supercoppa Italiana. Pura fantascienza per il Napoli di allora, e sogno non troppo proibito per quello di oggi. Ci chiediamo pero’, perche’ non dare ad Insigne e a tutti i calciatori che sin da piccoli immaginano di ricalcare le gesta di campioni del genere la possibilita’ di indossare una maglia cosi’ prestigiosa?

Fu il Milan ,con la maglia numero 6  di Franco Baresi il precursore di una moda che con gli anni si e’ fatta sempre piu’ italiana,ritirando la maglia dello storico capitano rossonero,immediatamente dopo il suo addio al calcio. Stessa sorte tocco’ alla numero 3 di Paolo Maldini, nonostante un addio macchiato dalla folle irriconoscenza da parte di una frangia di tifosi,che scelse i fischi piuttosto che gli applausi al suo ultimo giro di campo, riconoscendo in Baresi l’unico vero capitano. Sull’altra sponda del naviglio non fanno piu’ parte delle maglie nerazzurre assegnabili la numero 3 dell’amatissimo Giacinto Facchetti, la cui maglia fu ritirata immediatamente dopo la sua morte, e la leggendaria 4 di capitan Javier Zanetti. Scelte leggermente piu’ oculate quelle di Roma e Juve. I capitolini infatti, nel 2007 ritirarono la maglia numero 6 di Pluto Aldair, ma dopo espressa richiesta di Strootman e gentile e disponibilissima concessione del campione brasiliano scelsero di riassegnare la 6 proprio al centrocampista olandese. Bianconeri,invece,che dalla loro scelgono di non ritirare la 10 di Del Piero, ed immediatamente riassegnarla ad un Tevez accolto da tifosi e media con dubbi e moralismi sull’assenza di meritocrazia anche nel calcio,e abbandonato con lacrime e rimpianti successivi ad enormi soddisfazioni individuali e di squadra. Recenti,infine, i ritiri della 10 di Baggio da parte del Brescia e della 25 dell’ indimenticato Morosini da parte di Vicenza e Livorno. Storici ,d’altra parte, quelli della 14 Cruijff da parte dell’Ajax e della 10 di Pele’ dei New York Cosmos.

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Ora ,dunque, che Insigne meriti o meno la storica 10 di Maradona stara’ a lui dimostrarlo. Non ha ,pero’,davvero alcun senso privare i ragazzini di oggi e del futuro , del sogno, della suggestione, della possibilita’ di indossare la maglia di uno dei loro miti del passato, nello stadio del loro cuore ,regalando ai propri tifosi le stesse gioie dei propri idoli. Il numero, quel numero, la maglia, quella maglia diventano magia ed incanto grazie alla classe e al talento di chi li sta indossando, e non vederli piu’ su un campo da calcio, non vuol dir altro che non riconoscere quelle qualita’ e quel valore.

Beh! sono bastati i due goal di Insigne a riaprire il caso, non immaginiamo cosa possa accadere nella citta’ eterna il giorno dell’addio al calcio di Francesco Totti.Per la fortuna di tutti gli amanti del gioco piu’ bello del mondo il Pupone non sembra voler smettere cosi’ facilmente, resisti capitano, lascia ai posteri l’ardua sentenza!

 

Alessandro Vita

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