Intervista a Catia Napoleone, scrittrice abruzzese

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Questa rubrica nasce dal desiderio di dare voce alla nostra bella terra, l’Abruzzo,  attraverso la diffusione della conoscenza di quelli che sono gli autori contemporanei locali. La nostra terra, infatti, è straordinariamente fertile per quel che riguarda la produzione di romanzi ed altri generi letterari. Vorrei iniziare tale esperienza parlandovi di quella che non è solo una amica, ma anche una giovane, brava e promettente autrice di Montesilvano, Catia Napoleone, che ha l’attivo due romanzi molto interessanti, che vedono la donna come protagonista indiscussa, in veste di artefice della propria esistenza. Il suo primo romanzo, dal titolo Per un atomo d’amore, giunsi a leggerlo per puro caso, poiché per puro caso, conobbi, qualche anno fa, la sua autrice, appunto, con la quale si instaurarono subito una sintonia ed un’energia vitali che ancora oggi caratterizzano il mio rapporto con lei.

La protagonista, Giulia, è una ragazza dolce ma al tempo stesso caparbia e fortemente determinata nelle sue scelte e nel suo percorso di vita, che ad un certo punto, nel percorrere la sua carriera lavorativa si imbatte nell’amore, quello di Riccardo, un uomo maturo, amabile e di successo, con la sola pecca di essere già sposato. Giulia riceve dalla frequentazione di quest’uomo, per la prima volta, quella che è la scintilla dell’amore e della vita, l’atomo d’amore, appunto, inteso come energia e nucleo vitale, il motore propulsore che governa il mondo. E Giulia è anche la protagonista del nuovo romanzo di Catia, uscito in questi giorni in libreria, dal titolo I profumi del cedro: la Giulia in questione è una donna, però, molto diversa dal precedente personaggio, in quanto soprattutto è madre, oltre che donna; il comune denominatore tra i due romanzi è l’abbandono delle due protagoniste, le due Giulie, al proprio grande sogno, la capacità di non smettere mai di sognare che caratterizza entrambe, perché i sogni più grandi sono per i coraggiosi.

1. Catia come e quando ti è accaduto di appassionarti alla scrittura?
Scrivo da sempre ma fino al 2011 ( anno dell’uscita del mio primo romanzo Per un atomo d’amore )non avevo avuto ancora il coraggio necessario.
La scrittura mette ordine nei pensieri, nelle emozioni ed è l’amante ideale perché si evolve con te, si adegua al tuo corpo che muta e sa ascoltare ciò che prima appariva come confuso. La scrittura entra nella carne e scova angoli bui e spine da trasformare in momenti lirici. Scrivere è comunicare se stessi al mondo.Un libro è semplicemente un essere umano che decide di denudarsi e di offrirsi al mondo

2. C’è stato un evento particolare della tua vita che ha condotto i tuoi passi su questa strada?
Voglia, o meglio esigenza profonda di COMUNICARE. Lo faccio anche per lavoro, sono in formazione da tanti anni.
Il mio modulo si chiama Saper Comunicare e amo ciò che faccio, lo considero davvero una missione. Lavoro in federmanager e mi occupo di alta formazione, lavoro per il Ciapi l’ente storico di Chieti e collaboro con una società di Padova che invece si occupa di formazione in campo sanitario. Comunicare quindi come esigenza profonda che nasce come dice Giulia… per la voglia di non scoppiare.

3. Quanto è importante per te comunicare, o meglio, quanto è importante che quello che scrivi raggiunga il cuore e l’anima di chi legge?
Comunicare è tutto. Nei miei corsi spesso dico che non si può non comunicare se stessi ma per farlo bene occorre che ci sia allineamento tra le diverse dimensioni: mentale, verbale, emotiva ed energetica. E’ energia pura quella che diamo agli altri ed esserne consapevoli alimenta un circuito positivo tra le persone.

4. Quanto è  importante, per te, essere “sentita” dal tuo pubblico?
E’ fondamentale. Le recensioni che leggo sul mio secondo romanzo uscito in questi giorni ” I profumi del cedro” sono un alimento unico per la mia anima.

5. Catia, tu hai due figli: ti hanno mai letto?
Assolutamente si ed è stato bellissimo ascoltare da mio figlio questo:” Mamma te la cavi, lo sai?”

6. Ti senti più simile a Giulia di Per un atomo d’amore o alla Giulia de I profumi del cedro? Quanto c’è di entrambe nella tua persona?
Sento Giulia in ogni istante della sua vita ma no non sono io perchè quel coraggio di cui parlo che vien fuori nella giulia matura credo senza osare una falsa modestia di avercela nel dna. Sono una guerriera da sempre perchè armata di un senso del vivere che mi fortifica ogni giorno

7. Il cedro è, per gli ebrei, il simbolo del cuore ed ogni cedro è diverso da un altro,  i più belli sono quelli forgiati completamente dalla natura, che non risentano, in qualche modo, durante il loro processo di maturazione, della mano dell’uomo, come insegnava l’amato nonno a Giulia: esattamente come il cuore degli uomini, giusto? Ciò che è forgiato dalla vita, in assenza di artifizi, è dunque più puro e più prezioso?
La cultura vera è quella che celebra il cuore come fanno gli ebrei nella di Sukkot. Il cuore non è deciso ma può decidere di accogliere la perfezione di un sogno in sè.

8. Quanto si perde, nel vivere, secondo te, quando si antepongono i desideri degli altri ai propri, anche questi altri sono i nostri affetti più cari, esattamente come nel caso di Giulia, imbrigliata nella rete di un matrimonio combinato, sereno ma infelice?
Si perde solo ciò che si vuole perdere e solo se ” non si è consapevoli di essere nati”Su questo capitolo non transigo nemmeno un attimo. Abbiamo una sola vita da spendere e dobbiamo farlo bene!

9. Ne I profumi del cedro Giulia spalanca le ali, ad un certo punto, perché ha solide radici nella sua terra e nella sua gente, in particolare nella persona del nonno, che è stata la sua guida, quasi una sorta di padre spirituale e che continua ad esserlo, dopo la fine della su esistenza, in un mondo onirico parallelo che ospita la donna ogni notte: ma quanto coraggio ci vuole ad essere quello che si desidera realmente essere, secondo te? Che prezzo ha una scelta del genere? Quanto pesa indossare i nostri veri abiti?
Credo basti la consapevolezza di essere. E questo non è sempre un dato scontato.Volersi bene significa iniziare a pensare di poter dare qualcosa di noi.L’uno è condizione necessaria altro che egoismo!

10. L’amore indissolubile è quello che unisce Giulia a suo figlio Luca: quanto l’amore per un figlio condiziona una scelta di libertà, per una donna?
Giulia ama Luca perchè attraverso questo tipo di amore riesce a capire di non aver mai amato. Lui è la libertà più alta

11. Quanto c’è ancora da fare, nel nostro paese e nel mondo, in un’epoca di femminicidi, offese morali e fisiche, mutilazioni e sfregi, per ritrovarsi ad essere donna a tutto spessore ed avere il coraggio di fare delle scelte che arrechino anche sofferenza ed impopolarità?
Mi assumo una grande responsabilità e non temo alcuna critica. Al di là degli sfregi certi, di culture arretrate e di retroterra maschilisti credo che ci sia anche un gran proliferare di falsi asimmetrie e di differenze di genere enfatizzate.
Personalmente considero la differenza di genere una straordinaria ricchezza. Nei miei corsi spesso pongo l’accento sulle differenze di genere nella comunicazione ma lo faccio con lo scopo preciso di creare valore e comprensione di codici diversi.
C’è una grande moda portata avanti da alcune donne che esasperano alcuni ideali nati nel sessantotto e si ritrovano ad urlare femminismi ormai obsoleti e sterili.

12. Si è più liberi ad essere donna oppure ad essere uomo? Quanto siamo libere, come donne, dai giudizi e pregiudizi?
La libertà è donna e senza il mio essere donna potrei morire

13. Tu hai due figli maschi: come insegnerai a loro a rapportarsi alle donne, alle loro eventuali compagne, un domani, e a rispettare le scelte di libertà di queste ultime?
Il rispetto non tollera le differenze di genere. I miei figli sono educati al rispetto della Persona di qualsiasi sesso, etnia, religione o orientamento politico.

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