“La bellezza ritrovata…” alle Gallerie alla Scala

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“Caravaggio, Rubens, Perugino e..altri 140 capolavori restaurati. Un viaggio nel tempo e nell’arte.” E’ questa la XVIIa edizione di “Restituzioni”, in mostra presso le Gallerie d’Italia alla Scala a Milano fino al 17 luglio’16, dedicata da Intesa San Paolo a restituire opere di immenso valore in seguico al loro restauro. Quest’anno l’iniziativa ha oltrepassato i nostri confini, entrando nel cuore d’Europa, come la Repubblica Slovacca. Le opere esposte sono state date in prestito da musei, siti archeologici, chiese, distribuiti su tutto il territorio nazionale, partendo dalle radici della nostra cultura per arrivare fino al primo Nocecento. Prevalentemente italiane, comprendono però anche qualche pezzo singolare, come un’armatura giapponese, proveniente dall’Armeria Reale di Torino. La loro storia si trova narrata nei filmati come nel catalogo digitale, sul sito web, www.restituzioni.com. E‘ questo un appuntamento importante, visti anche i tempi difficili per riuscire a conservare le opere d’arte.

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Ci troviamo subito immersi nella pittura agli albori del 1600 con il “Ritratto di Cavaliere di Malta” di Caravaggio (Michelangelo Merisi), che sapeva carpire dal volto di un uomo della strada la bellezza e la nobiltà d’animo di un santo o di un gentiluomo, mentre ci fa fare un salto di due secoli il trio che viene dalla Repubblica Slovacca,”Tre rilievi del Calvario di Banska Stiavnica”(l’Addio di Gesù a Sua Madre, Caifa condanna Gesù e Maria piange sul corpo senza vita di Gesù”(1744-45). L’opera policroma, intagliata nel legno,rivela una notevole forza espressiva nei volti, che pur nel dolore conservano una profonda dolcezza.

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Dall’età classica, di cui sono state recuperate insieme a mosaici e rilievi “la Testa raffigurante l’imperatore Antonino Pio” e una statua egizia, si ritorna con Vittore Crivelli nel cuore del 1400, con il “Polittico della Incoronazione della Vergine”, circondata da santi, le cui immagini ancora molto fisse contrastano con il movimento dell’opera del 1542 di Cristo alla Colonna, del Vicentino.  Questi contrasti continuano a risaltare, come tra il Polittico della Natività(Anthony Lonhey), in cui risplende nel suo candore il dolcissimo volto di Maria in preghiera, rispetto alla Crocifissione del Perugino, dove la dolcezza dolorosa negli sguardi di Maria e S.Giovanni ai piedi della croce ed i loro atteggiamenti sono dotati già di maggior naturalezza.

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Magnifica è la tela “Resurrezione ” di Giovan Battista Boiardo del XVII° sec., in cui Gesù pare spiccare un salto dalle tenebre alla luce, lasciando a terra le guardie tramortite. In pieno Cinquecento le scene sono ormai molto movimentate e piene di vita, come nella “Cacciata dei mercanti dal Tempio” da parte di Gesù, o nell’immensa tela del “Ratto delle “Sabine”, che pone in risalto la corporeità delle figure-se ne può osservare anche il restauro in un video-e in” S.Giorgio e il Drago “. Spicca ancora per la luminosità, la “Resurrezione” di Rubens, mentre in  un’ interessante dipinto si ritrova “Raffaello ” che “negli ultimi giorni di vita, affranto dal male e spossato dalla fatica del lavoro, cerca nelle braccia della Fornarina quel riposo che la fuggente vita gli contende”. Reale e bellissimo è il Crocifisso di Gesù , che nella” Adorazione dei Pastori” di Granacci ,ancora un piccolo Bimbo, ci saluta con le braccia aperte, mentre sorprende la delicata bellezza del volto di Maria.

Tra le opere di pittura e scultura,  spiccano i costumi restaurati della Commedia dell’Arte, del 1600-1700:il Magnifico”con la lunga barba e il caratteristico abito dell’epoca in velluto coperto da una specie di mantella,a fianco di un’allegra “Arlecchina” da un lato, mentre dall’altra parte risalta lo stupendo abito dell “Cantatrice”, in raso bianco e velluto rosso trapuntato di pietre preziose, mentre una corona regale sul capo ne ferma il bel velo bianco in pizzo. Così  pare che il tempo si sia davvero fermato…

Grazia Paganuzzi