La Juve ha il pedigree europeo

I bianconeri superano il Tottenham a Londra per 2-1 e avanzano ai quarti di finale di Champions League

Emozionante notte europea per la Juventus che ribalta il pronostico avverso, maturato dopo il 2-2 dell’Allianz Stadium, ed elimina il Tottenham andando ad espugnare Wembley, con il piglio della grande squadra e un coriaceo spirito di gruppo.

La Champions League dimostra una volta di più di non essere terreno di caccia per squadre carine e frizzanti, come il Tottenham di Pochettino: nel momento cruciale dei 180 minuti, la Juventus trova l’uno-due fulminante con Higuain e Dybala, i londinesi restano annichiliti e non hanno la forza e la personalità per reagire, salvo mischie finali.

La squadra di Allegri trasmette l’idea di far “sfogare” l’avversario, come un buon pugile incassatore, per poi colpirlo non appena abbassa la guardia.
E infatti, i bianconeri per un’ora appaiono in difficoltà: al netto di un rigore reclamato (e sacrosanto) per un’entrata scellerata di Vertonghen su Douglas Costa, costruiscono zero palle-gol e, anzi, rischiano di capitolare a più riprese, in particolare a causa di un Son scatenato che fa ammattire Barzagli (ma non Buffon) e di un Kane che da posizione defilata spara sull’esterno della rete dopo aver saltato SuperGigi.
Insomma, il Tottenham non ha saputo sfruttare il suo momento, e ha raccolto i frutti del forcing solo al 39′: batti e ribatti risolto dal solito Son con un tap-in sporco, è 1-0 e le speranze di qualificazione della Juve paiono ridotte al lumicino.

Nella ripresa, la partita si fa brutta e nervosa, gli Spurs tradiscono un timore di vincere da squadra dell’oratorio, la Juve sente la paura della preda come uno squalo e allora Allegri decide di cambiare dentatura: dentro Lichtsteiner (a proposito, come farà questo signore svizzero ad avere dei detrattori?) e Asamoah, fuori Benatia e Matuidi. Cambi che capovolgeranno la sfida.

Prima Dybala spreca al volo al 62′. Poi, da un cross di Lichtsteiner nasce il pari: testa di Khedira corretta in rete da Higuain.
Infine, al 67’, grande giocata del Pipita che manda in porta Dybala: la Joja non fallisce e ribalta il risultato.
Il Tottenham si spegne, forza l’assedio ma ha un’occasione solo al 90′: Kane (in netto fuorigioco) vede il suo colpo di testa stamparsi sul palo.

In Europa occorre il pedigree: esperienza, cinismo e mentalità vincente hanno la meglio su un bel palleggio armonioso e un pressing organizzato.
Gli Spurs hanno ricordato quell’attricetta talentuosa che fa una grande audizione, salvo poi dimenticarsi la battuta più incisiva del monologo quando sta per essere scritturata.
La Juve, invece, farà parte del cast stellare delle prime 8 d’Europa per la terza volta in 4 anni.

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