La moda italiana piange Krizia

Dopo decenni di alta moda e rivoluzione stilistica, all’età di 90 anni, il mondo della moda perde uno dei suoi punti cardini. Maria Mandelli, che si faceva chiamare Mariuccia dagli amici, è stata la stilista che ha fondato il brand Krizia. Nata nel 1925, decide di studiare in Svizzera con l’intento di divenire maestra elementare, ma capisce che il suo destino è ben altro. Così insieme ad una sua amica, nel lontano 1954, apre a Milano un piccolo laboratorio di sartoria, dove inizia a dare libero spirito alle sue creazioni. Fonda così il marchio Krizia, nome che riprende dall’ultimo dialogo incompiuto di Platone.

Nata a Bergamo, ha sempre vissuto a Milano. Grazie alla sua determinazione ed alla sua geniale immaginazione è riuscita a portare negli anni ’50 l’Italia nel mondo dell’alta moda. In quel periodo era Parigi la sovrana dell’haute couture, ma con la sua prima sfilata a Palazzo Pitti, nel periodo in cui anche Firenze iniziò ad ottenere la sua parte di notorietà, strabiliò il pubblico, confermando la sua capacità creativa, tanto da vincere il premio Critica della moda, da sempre consegnato ad Emilio Pucci.

Insieme agli altri stilisti, che nello stesso periodo riuscirono ad emergere, Krizia contribuì a rendere Milano capitale della moda italiana. Nacque così il primo prêt-à-porter italiano. Krizia ha sempre preferito creare collezioni dai tagli semplici ed indossabili, e per questo fu molto amata dalla critica. Ricordiamo Krizia per aver creato i famosi pantaloncini, gli hot pants, che fece sfilare nel 1971 e con i quali vinse in premio il Tiberio d’oro a Capri.

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Durante gli anni il marchio ottenne sempre maggior successo, tanto che Mariuccia fondò anche Kriziamaglia, Krizia Uomo, Kriziapoi e Krizia Teen. Impossibile dimenticare l’adorato profumo K de Krizia, lanciato nel 1980. E nel 1986, insieme ai suoi colleghi Armani, Valentino, Ferré, Gianni Versace, Krizia ricevette la nomina di commendatore della Repubblica. Il suo stile è sempre stato pulito, senza troppi particolari ma concentrato sulle diversità, sui colori, infatti Krizia amava usare insieme ai tessuti tradizionali, altri materiali come gomma, alluminio, sughero e pelli particolari, ricordiamo quella di anguilla. In una sua recente intervista, Mariuccia afferma di voler rendere le donne libere, divertendosi con quello che indossano. Inoltre ha dichiarato di non aver mai avuto modelli o icone femminili, cercando di non essere mai trendy, perché quando si tenta di esserlo, si è già lontani dalla moda.

Negli anni sessanta sposa Aldo Pinto, uomo fedele che le è stato accanto anche in punta di morte. Krizia era riconoscibile per il proprio stile personale, usava portare il caschetto con la frangetta, bracciali vistosi ed iconici sono i suoi grandi occhiali da sole, che non lasciava mai a casa. Nonostante decenni di indiscutibile successo, nel 2014 il brand Krizia inizia ad avere dei fallimenti economici e la stessa stilista ha problemi di salute. Per questo decide di vendere il marchio all’imprenditrice cinese Zhu Chongyun, che ne diventa anche il direttore creativo. Durante l’ultima Milano Fashion Week è stato aperto a Milano in via della Spiga un negozio Krizia, dove è stata presentata la collezione. L’obiettivo della Chongyun è quello di rilanciare il brand Krizia soprattutto in Cina ed in Oriente, lo stesso Oriente che Mariuccia adorava ed al quale dedicò alcune collezioni in passato. L’imprenditrice cinese ha anche affermato di voler riaprire le boutique sia in Italia che in Europa.

Alla fantasiosa capacità di Mariuccia di idealizzare ed immaginare le donne, va il nostro contributo. Dopo decenni di grande successo e di grandi cambiamenti nel mondo della moda italiana, adesso meriti di riposare in pace, con l’augurio che tutto quello che hai creato resti per sempre nel cuore e nelle menti delle future correnti stilistiche.

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