La profezia del filosofo Günther Anders

Ogni dottrina che metta in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali.

Nel 1956, il filosofo Günther Anders pubblicò un libro che passò quasi inosservato dal titolo “L’uomo è antiquato“. In esso si analizzava teoricamente quale procedura potesse essere adottata per governare i movimenti sociali, specialmente se in contrasto con il potere e avevano possibilità d’espandersi. Ma chi era Günther Anders?

Günther Anders

Era un filosofo e scrittore, fondatore del movimento antinucleare insieme a Robert Jung. Il suo vero cognome era Stern e, naturalmente, apparteneva alla famiglia giudaica. In cimbro, Stern significa “uomo serio” e davvero seria fu la sua ricerca, che oggi pare avere tante similitudini con la nostra società. Fu allievo di Martin Heidegger e, dopo aver concluso gli studi, sposò Hannah Arendt. Il suo destino pareva essere quello d’ottenere la cattedra all’Università di Francoforte, ma il Filosofo Theodor Adorno, lo strenuo sostenitore della musica dodecafonica e di Arnod Schönberg, non lo vedeva di buon occhio e fece pressione affinché non gli fosse concessa.

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La fuga negli Stati Uniti

Con l’avvento del nazismo, fuggì negli Stati Uniti, dove si assoggettò a qualsiasi lavoro pur di mantenere se stesso e la moglie. Con la caduta di Hitler e la sconfitta della Germania, rientrò in patria e si dedicò alle questioni relative al progresso e, in particolare, alla causa anti nucleare. Erano gli anni della “Guerra Fredda” e il mondo pareva in equilibrio per un inquietante teorema, quello della diffusione dell’atomica. Una terza guerra mondiale era impedita dal fatto che non ci sarebbero stati vincitori. Le due superpotenze, allora, s’impegnarono a costruire bombe sempre più potenti, trasportabili da razzi intercontinentali e, nello stesso tempo, s’intensificavano le ricerche per intercettare i missili nemici. La nuova teoria si basava su un altro postulato: poteva esserci un vincitore e sarebbe stata la superpotenza in grado di sferrare il primo colpo e neutralizzare la risposta nemica.

L’uomo antiquato

Nel suo libro “L’uomo antiquato”, scrive del rapporto tra l’uomo e la macchina, destinata a sopravvivergli, a governarlo, perché divenuta insostituibile per la sua esistenza. Definisce altresì quelli che elenca quali principi di “cecità verso l’Apocalisse“, che caratterizzavano l’era atomica e anche oggi non hanno perso la loro rilevanza.

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Una visione profetica?

Ma rileggiamo qualche spunto del volume, che oggi potrebbero rivestire l’abito della profezia e gettare un’ombra inquieta su molti fatti. Vi propongo un gioco: leggete queste affermazioni di 64 anni fa e poi considerate se esistano delle coincidenze con il mondo dell’oggi. Se non vi troverete nulla, potrebbe significare, secondo Anders, che con voi il condizionamento è perfettamente riuscito; in caso contrario, e sempre secondo Anders, siete una persona pericolosa, perché avete conservato la propria libertà di pensiero e di analisi critica.

Alcuni pensieri per riflettere, dal condizionamento collettivo al’indottrinamento controllato

Anders affermava che Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che, l’idea stessa di rivolta, non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita, limitando le loro abilità biologiche innate.

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In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile ed elitario ad accrescere la distanza tra il popolo e la scienza.

L’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massivamente, attraverso la televisione, divertimenti che lusinghino sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. È cosa buona, con chiacchiere e musica incessante, l’impedire allo spirito di pensare.

Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani; come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio. In generale, si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza, in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana e il modello della libertà.

Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura – che dovrà essere mantenuta –  sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve esserlo un gregge. Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale; tutto ciò che rischia di causare il suo risveglio, deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto.

Ogni dottrina che metta in discussione il sistema, deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali.


Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.