La sharia sostituirà la nostra civiltà giuridica

Dopo le uccisioni di Nizza penso che, pur nella libertà di espressione, nessuno sia autorizzato a sbeffeggiare le religioni, ciò in cui si crede. I vignettisti francesi di Charlie Hebdo ridicolizzino Macron e lascino perdere Dio. D’altro canto, la Francia, ma non solo, dimostra che con alcune religioni l’integrazione è veramente difficile: per chi crede che il proprio Dio abbia ordinato con le sue leggi tutta la vita dei propri fedeli, rinnegare questi ordinamenti per abbracciarne altri, significa rinnegare Dio stesso, non seguire più la sua parola.

Ordinamenti giuridici occidentali e sharia

Con i musulmani accade molte volte che le loro leggi dettate a Maometto dallo stesso Allah si scontrino con le nostre Costituzioni, con i nostri ordinamenti giuridici. E così non abbiamo integrazione, accoglimento di ciò che la nostra civiltà ha conquistato nei secoli; abbiamo persone che esibiscono una cittadinanza, che vuol dire proprio accettare i valori di una costituzione, ne godono dei privilegi e dei diritti, ma obbediscono alla sharia.

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A Londra come a Parigi e altre capitali

Ho esperienza diretta che interi quartieri di Londra non ubbidiscono alle leggi inglesi ma alla sharia e la stessa polizia si tiene a distanza, lascia che sia l’imam ad amministrare la legge. Pochi anni e avremo la stessa situazione. A questo punto, le persone di buon senso dovrebbero valutare molto attentamente il tema “cittadinanza italiana” e immigrazione senza freno e addirittura favorita, sollecitata. Il risultato prevedibile non è solo perdere una identità storica, di usi e costumi, ma anche le conquiste sociali ottenute nei secoli e con un notevole tributo di sangue.

Una conquista senza armi e dall’interno

Quando i Parlamenti, grazie ad una folta rappresentanza di eletti musulmani e di un loro partito sulla falsariga dei “Fratelli Musulmani”, si avvicineranno sempre più alle leggi della sharia fino a sostituire quelle originate dal diritto romano con altre scritte dal Sommo Profeta, vedremo gli effetti di una conquista senza armi, dall’interno. Credete sia fantapolitica? Io ho conosciuto la Turchia di trent’anni fa: era Europa, un paese occidentale con persone che nell’intimità della loro casa pregavano un Dio molto simile al nostro, sovrapponibile. Nessun burka, spose bambine, lapidazioni, custodi della morale per le strade a frustare le donne non accompagnate o che vestivano all’occidentale. Andate adesso… In quella di Erdogan

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.

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