Cronaca
La storia di Malika, cacciata di casa dai genitori perché gay. Interviene il sindaco

Malika è stata cacciata di casa dai genitori per il solo fatto di essere omosessuale. Ha solo 22 anni, e all’improvviso si è ritrovata senza l’affetto di mamma e papà. La sua colpa? Aver confessato loro di amare una donna. “Gli altri sono fortunati. Hanno figli normali, non come te”, le dice la madre in un audio Whatsapp.
Le hanno augurato un tumore, racconta Malika, le hanno detto che avrebbero preferito che si drogasse. Poi l’hanno buttata fuori di casa e hanno cambiato la serratura: non ha potuto nemmeno recuperare i suoi vestiti. “Quando sono andata lì coi carabinieri per prendere almeno i vestiti”, racconta Malika a FanPage, “mia mamma ha fatto finta di non conoscermi”. Lo dice con le lacrime agli occhi, non riesce a trattenere le lacrime. Adesso Malika ha un lavoro che le permette a stento di pagare un affitto, ed è completamente sola.
Per questo, il sindaco di Castelfiorentino è intervenuto. Ha dichiarato: “Mi metto a disposizione per risolvere questa situazione che nel 2021 reputo inaccettabile”, così ha affermato il primo cittadino Alessio Falorni.
“Io non permetterò mai che a Castelfiorentino una persona possa essere discriminata, cacciata di casa, trattata come una reietta soltanto perché è innamorata di una persona dello stesso sesso”, dice Falorni. “Ci sono dei valori e dei principi di civiltà che vanno garantiti e quindi io mi impegnerò a dare una mano a questa ragazza”. Così, Falorni, nel suo messaggio Facebook, ha chiesto a Malika di contattarlo.
“Sono riuscito a parlare con la ragazza e confermo che la situazione è davvero molto delicata. Mi sono ovviamente attivato per quelle che sono le mie competenze; il problema è già in carico ai soggetti opportuni”, spiega il sindaco. “Devo rappresentare, circa questa vicenda, ancora una volta l’estremo orgoglio di far parte della comunità castellana, una comunità dal cuore smisurato e dall’identità ben precisa. Ho ricevuto decine di manifestazioni di disponibilità da parte di cittadini, per fornire aiuti di ogni tipo alla ragazza, e le manifestazioni di solidarietà ricevute non lasciano spazio a dubbi di quali siano i valori che condividiamo e che vanno difesi”.









