Tilacino, la tigre della Tasmania

La tigre della Tasmania: la verità sull’estinzione

Scopri le rivelazioni del genoma del tilacino, gettando luce sui misteri della sua estinzione. Un viaggio nella scienza dei marsupiali estinti.

Una nuova ricerca rivela che la perdita di geni cruciali, avvenuta milioni di anni prima dell’arrivo dell’uomo in Australia, potrebbe aver reso i tilacini più vulnerabili all’estinzione. Questo noto marsupiale, conosciuto anche come “tigre della Tasmania”, ha subito una drastica diminuzione della popolazione a causa di fattori naturali, ma l’azione umana potrebbe aver accelerato il processo di estinzione. Studi recenti suggeriscono che non solo la caccia e la competizione con i dingo abbiano portato il tilacino verso la sua fine, ma anche fattori genetici che hanno compromesso la capacità della specie di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

Un viaggio nell’estinzione: la storia del tilacino

Il tilacino, il cui nome scientifico è Thylacinus cynocephalus, era l’ultimo rappresentante dei Tilacinidi, una famiglia di marsupiali che un tempo popolava vaste aree tra l’Australia e la Nuova Guinea. La sua estinzione sull’entroterra australiano avvenne circa 2000 anni fa, quando l’interazione con gli esseri umani e i conflitti con i dingo ne ridussero drasticamente la popolazione. L’arrivo degli europei in Tasmania non fu meno devastante: percepito come una minaccia per il bestiame, il tilacino venne cacciato fino alla scomparsa, culminante nel 1936 con la morte dell’ultimo esemplare allo zoo di Hobart.

Approfondimento

Tigre della Tasmania

  • Definizione: Marsupiale carnivoro estinto originario della Tasmania, dall’aspetto simile a un lupo ma con strisce sulle spalle e sulla schiena.
  • Curiosità: Il tilacino era in grado di compiere salti simili a quelli dei canguri, grazie alla sua struttura ossea unica.
  • Dati chiave: Estinto ufficialmente nel 1936. Le sue abitudini alimentari erano esclusivamente carnivore.

Le vulnerabilità genetiche

Una recente indagine, condotta da Nagarjun Vijay e Buddhabhushan Girish Salve presso l’Indian Institute of Science Education and Research Bhopal, ha messo in luce una vulnerabilità genetica intrinseca nei tilacini. Analizzando i geni di campioni museali e confrontandoli con quelli del diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii) e altri marsupiali, i ricercatori hanno scoperto che i tilacini avevano perso almeno quattro geni significativi: SAMD9L, HSD17B13, CUZD1 e VWA7.

Questa deprivazione genetica potrebbe aver affievolito le difese antivirali, i processi metabolici e la capacità di lattazione della specie. Il loro sistema immunitario, già indebolito, li rendeva vulnerabili a malattie e infezioni, compromettendo ulteriormente la loro sopravvivenza.

L’importanza della genetica nella conservazione delle specie

La scoperta solleva interrogativi importanti sulla conservazione delle specie, specialmente quelle considerate “hypercarnivore”, ossia che si nutrono quasi esclusivamente di carne, come i tilacini e le tigri del Bengala (Panthera tigris tigris). Secondo Vijay, l’estinzione del tilacino presenta similitudini con la situazione critica delle tigri: in entrambi i casi, la perdita genetica ha un ruolo chiave nel determinare la vulnerabilità.

Consigli per la conservazione delle specie a rischio:

  • Investire in ricerche genetiche per identificare vulnerabilità simili.
  • Monitorare e proteggere gli habitat naturali delle specie in pericolo.
  • Promuovere programmi educativi per sensibilizzare l’opinione pubblica.

L’estinzione del tilacino serve come monito per il futuro, sottolineando l’interconnessione tra geni, ambiente e intervento umano. Preservare la biodiversità genetica potrebbe essere la chiave per prevenire la scomparsa di specie uniche, un obiettivo sempre più urgente in un mondo in rapida trasformazione.

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