Ieri verso le 21:30 sono scattate le manette per tre cittadini palestinesi domiciliati nel capoluogo abruzzese con le accuse di associazione con finalità di terrorismo, eversione dell’ordine democratico e proselitismo.
Le forze dell’ordine li controllavano da tempo e, grazie alle intercettazioni telefoniche, è stato possibile scoprire che stava pianificando attentati da realizzarsi in Cisgiordania attraverso autobomba. I loro obiettivi erano sia militari sia civili e non escludevano il suicidio di chi li avrebbe eseguiti materialmente.
La Direzione Distrettuale Antimafia ha immediatamente disposto la misura cautelare in carcere per i tre palestinesi. Gli agenti della Digos nel corso delle loro indagini hanno rilevato l’esistenza di uno specifico team militare ben organizzato, denominato “Gruppo di Risposta Rapida – Brigate Tulkarem“, avente lo scopo di compiere atti terroristici e intimidatori verso uno Stato estero.
Nei confronti di uno dei tre arrestati è in corso il procedimento, davanti alla Corte d’Appello di L’Aquila, di estradizione su richiesta dello Stato di Israele.
Il Gip sostiene che il gruppo progettava di attaccare l’insediamento israeliano di Avnei Hefetz, in Cisgiordania, servendosi di un’autobomba.
A confermare alle forze di polizia che si sarebbe trattato di un’azione suicida, l’intercettazione di messaggi whatsapp scambiato lo scorso 9 gennaio tra due membri, Afif Yaeesh e Munir Almagdah. Dalle indagini risulterebbe essere Yaeesh la mente del gruppo terroristico.
I tre palestinesi arrestati, oltre a definire le modalità operative, definivano anche i dettagli delle rivendicazioni preparando video e comunicati da trasmettere post attacco.










