Latitanza Messina denaro, perquisizioni e arresti a Trapani

Nuovo rastrellamento dei carabinieri per stanare il latitante Denaro e i suoi complici

I carabinieri del nucleo antimafia di Palermo hanno effettuato un blitz a Trapani. Sono state indagate 25 persone ritenute responsabili a vario titolo, fiancheggiatori e favoreggiatori della latitanza di Matteo Messina Denaro. I carabinieri Hanno perquisito case, magazzini, negozi, uffici alla ricerca di una traccia del latitante su ordine della Procura della Repubblica di Palermo.

Fermato anche un esponente di spicco di Cosa Nostra si tratta di Matteo Tamburello che secondo gli investigatori, era il nuovo reggente del mandamento di Mazara del Vallo. O meglio, si era ripreso il posto che aveva dovuto lasciare il giorno del suo arresto, nel 2006, assieme al padre Salvatore. Egli è indagato per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale.

L’operazione denominata “Eris” ha impiegato circa 200 carabinieri, si stringe cosi il cerchio per la cattura del boss trapanese. Nel corso del blitz due persone sono state arrestate in flagranza di reato. Si tratta di Giovanni Como, fratello di Gaspare, il cognato di Messina Denaro, in carcere da tempo, e Diego Vassallo, titolare di supermercati a Mazara del Vallo. Detenevano illegalmente due pistole, una Baby Browning calibro 635 munita di caricatore con 5 colpi e un revolver calibro 22 con 20 cartucce. Sequestrati computer, telefoni e documenti cartacei che saranno analizzati dagli esperti.

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