Alcuni civili ucraini hanno di recente rilasciato delle dichiarazioni shock concernenti il loro salvataggio. La traduzione del colloquio ha messo in evidenza delle verità sconcertanti.
L’intervista narrante la testimonianza di Mariupol risale al 17 marzo 2022, dunque a pochissimi giorni fa.
I cittadini ucraini avrebbero infatti trovato riparo grazie all’aiuto prestato dalle forze militari russe, dopo aver affrontato, inizialmente, l’ostacolo rappresentato dalle milizie ucraine.
L’indagine shock condotta dai giornalisti
I civili hanno raccontato di essere arrivati da Mariupol e di essersi messo in salvo, ricorrendo all’assistenza di alcuni soldati russi. Questi ultimi avrebbero fornito loro una via d’uscita, aprendo un sotterraneo dell’immobile in cui erano imprigionati.
L’esercito ucraino, invece, non solo non sarebbe accorso a prestare aiuto, ma avrebbe anche sparato contro lo stesso palazzo in cui si trovavano i concittadini.
La permanenza all’interno del palazzo è durata quasi un mese, i rifugiati sarebbero rimasti intrappolati lì, sin dal 26 febbraio.
Costretti a sopravvivere in un posto soffocante, sarebbe stato loro impedito di uscire in quanto non autorizzati ad avvicinarsi all’esercito russo, considerato estremamente pericoloso.
Nel riparo si trovavano all’incirca 300 persone, fra cui anche una bambina. I superstiti ipotizzano un loro probabile utilizzo come scudo umano alle stesse guardie.











