Cronaca
Litigio finito male per un uomo e una donna a Civitavecchia

Civitavecchia– scoperto il movente che ha spinto l’uomo a suicidarsi nella giornata di ieri sulla A 12. È stata la donna soccorsa da un automobilista in sosta nella apposita piazzola a spiegare il motivo del litigio e dell’insano gesto. A causa della colluttazione la donna ha riportato varie ferite inferte con un corpo contundente, le sue condizioni però non sono gravi. Dopo poche ore dall’accaduto è stato ritrovato senza vita il corpo dell’uomo in fondo al viadotto.
Motivi del litigio
L’uomo morto suicida si chiamava Danilo D’Emilio ed aveva 36 anni. Sembra che tra i due ci fosse una relazione extraconiugale, la donna infatti risulta essere sposata con un altro uomo. Essa ha raccontato alle forze dell’ordine di essersi recata sul luogo per porre fine alla sua relazione con il trentaseienne. Secondo la ricostruzione della donna, Danilo, appena giunto sul luogo previamente accordato si è infuriato e si è scagliato contro di lei colpendola con un cacciavite appuntito. Dopo la colluttazione Danilo, sempre scendo la ricostruzione della donna, si è buttato nel vuoto. Sulle dinamiche stanno ancora svolgendo le indagini le forze dell’ordine per fare maggiore chiarezza sull’accaduto. Appare però palese il motivo passionale che ha spinto Danilo all’insano gesto. Attualmente la donna si trova alla struttura ospedaliera Gemelli di Roma dove versa in prognosi riservata. I dottori però hanno rassicurato i parenti dicendo che le sue condizioni sono stabili.
La storia che vede come protagonisti Danilo e la quarantenne sposata ha avuto inizio alle 18 e 30 di ieri a Santa Marinella per finire due ore dopo a Civitavecchia con la morte dell’uomo. Secondo la testimonianza della donna l’uomo si sarebbe lanciato dal cavalcavia verso le ore 19 e 55. La ricostruzione purtroppo non è chiara a causa dei molteplici colpi inferti con violenza da Danilo. I poliziotti di Civitavecchia, con l’aiuto della della Stradale, hanno recuperato il corpo ormai senza vita del trentaseienne.
Attualmente il corpo dell’uomo è a disposizione dell’autorità giudiziaria per poter effettuare l’esame autoptico. È plausibile che l’uomo abbia assunto delle sostanze stupefacenti o psicotrope per allentare i freni inibitori.
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