Sport
Lo sport scende in campo a difesa di George Floyd

Diverse star dello sport di alto profilo e organi di governo hanno rilasciato dichiarazioni in merito alla morte di George Floyd. A seguito del brutale omicidio di George Floyd, avvenuto a Minneapolis, si sono sollevate numerose proteste in diverse città degli Stai Uniti. Si sono verificati disordini, ma anche manifestazioni pacifiche, lanci di lacrimogeni, ma anche fraternizzazioni tra manifestanti e poliziotti. In questi giorni, anche lo sport scende in campo a difesa di Floyd.
Le star del panorama dello sport, in particolare le federazioni sportive e gli organi dirigenti, sono notoriamente riluttanti quando si tratta di esibizioni pubbliche di commenti politici o sociali. La loro opinione, infatti, è in grado di muovere masse di persone e portare un fatto all’attenzione del pubblico internazionale. Per questo, occorre che usino molta prudenza prima di dare risonanza ad una notizia.
Inoltre, la paura di perdere accordi di sponsorizzazione e finanziamenti ingenti, così come la possibilità di scontentare il pubblico, e, quindi, di perderne l’appoggio, sono, di solito, fattori sufficienti per intimidire queste star.
Quando lo sport scende in campo a difesa delle questioni umanitarie
Tuttavia, esistono alcune eccezioni. Star di alto profilo come il pugile Muhammad Ali, il quarterback del football americano Colin Kaepernick e, in seguito, la star del basket LeBron James sono sono divenuti famosi per aver voluto rappresentare un messaggio che andasse oltre lo sport vero e proprio. Le loro parole sono state di ispirazione per diversi movimenti. I velocisti americani Tommie Smith e John Carlos hanno notoriamente alzato i pugni sul podio ai Giochi Olimpici del 1968 a Città del Messico.
Ma anche lo sport di oggi è cosparso di atleti coraggiosi che hanno parlato, mostrato slogan o compiuto gesti contro le guerre e il razzismo.
Nel caso della morte di George Floyd, la NBA americana ha sollevato un grido di indignazione e dolore. LeBron ha espresso tutto il suo disaccordo e la sua indignazione per i metodi violenti utilizzati dalla polizia. Anche dalla Bundesliga sono arrivate manifestazioni di sensibilità alla discriminazione degli afroamericani. McKennie ha portato in campo una fascia con scritto “Giustizia per George Floyd“. Lo stesso ha fatto Sancho del Borussia. Manifestazioni simili sono state quelle di Thuram, inginocchiatosi da solo nel mezzo del campo, e di Hakimi.
Insomma, l’attuale sport scende in campo a difesa di George Floyd e della causa di milioni di manifestanti che, in tutto il mondo, chiedono la fine di ogni discriminazione. E ribellandosi ai brutali soprusi compiuti verso cittadini afroamericani.









