321 pazienti sono stati seguiti da un team di scienziati. Di questi, 247 si erano curati a casa da forme lievi o moderate e altri 65 erano stati ricoverati. A distanza di sei mesi il 61% degli ex malati mostrava sintomi persistenti dell’infezione riconducibili a long covid. I sintomi erano più frequenti nella fascia da 16 a 30 anni. I più frequenti erano perdita di gusto e/o olfatto (nel 28% degli intervistati), affaticamento (21%), fame d’aria (13%), scarsa capacità di concentrazione (13%) e cattiva memoria (11%).
Sintomi come cattiva memoria e scarsa concentrazione sono preoccupanti, in una popolazione giovane che si trova nel pieno della formazione accademica o dell’attività lavorativa.
I responsabili potrebbero essere gli anticorpi
“L’associazione tra il numero di sintomi e la risposta anticorpale rinforza l’idea che dietro a tutto ciò vi sia un meccanismo immunitario” afferma David Strain, docente dell’Università di Exeter e parte della task force per il long covid del Servizio sanitario nazionale britannico. «Questo sarebbe compatibile con il fatto che i vaccini stanno facendo sentire meglio una significativa porzione di persone con long covid, e dà a tutti, inclusi i meno fortunati, la speranza che trattamenti con farmaci immuno-modulanti, che agiscono sul sistema immunitario, possano essere presto all’orizzonte, per aiutare chi è ancora debilitato dopo mesi o un anno».







