Luca Argentero sta calcando l’onda del successo con la serie Doc – Nelle tue mani campione di ascolti, fiction leader della prima serata delle tv di stato. L’attore chiamato in causa più volte anche da Alfonso Signorini per la sua ex relazione con Myriam Catania si è reso protagonista in queste ore di una polemica social sostenuta anche da molti suoi colleghi.
Con l’avallo della compagna Cristina Marino, Luca Argentero ha denunciato con un post due direttori di giornali che si sono permessi di pubblicare alcuni scatti della figlia Nina, un’azione che l’attore ha mal tollerato e che avrà delle conseguenze legali. Le testate a cui va riferimento l’ex gieffino son Chi e Gente non autorizzate dai diretti interessati che hanno sempre avuto accortezza nel proteggere la neonata da speculazioni pubbliche e gossip. La denuncia di Luca e compagna manifesta un vero e proprio disagio oltre che indignazione nei confronti di chi si è permesso di privarli di fare alcune scelte inerenti alla figlia.
“Siamo indignati, schifati e rammaricati di come la parola ‘rispetto’ venga a mancare davanti al denaro. Siamo disgustati nel vedere come i direttori di due giornali permettano che la faccia di una neonata venga pubblicata…è immorale venire meno alla volontà di un genitore, è in altrettanto modo illegale postare il viso riconoscibile di un minore…Io e la mia compagna avevamo deciso di tutelare la cosa più preziosa che abbiamo. Siamo sicuri che l’avidità e la superficialità verranno punite nelle giuste sedi!“

Luca Argentero: “Siamo disgustati…”
La reazione di Luca Argentero e di Cristina Marino, davanti a una violazione che riguarda la privacy della loro famiglia, ha trovato appoggio e sostegno in molti vip che hanno manifestato ai due la loro solidarietà. Inoltre, per evitare ulteriori speculazioni sull’identità della piccola Nina, l’attore e compagna hanno deciso di presentare la loro bambina cercando di porre fine alla cattiva abitudine di pubblicare scatti rubati:
“Per questo abbiamo deciso di presentare la piccola Nina, sperando che vi venga voglia di comprare una copia in meno di questi giornali. Speriamo davvero che non accada più e forse condivideremo di più con voi per evitare che ci sia questa sorta di lucro”.










