Mail choc: figurati se prendiamo una palermitana

Poche parole che una giovane biologa si trova, per sbaglio, recapitate.

Una biologa palermitana viene rifiutata, proprio perchè del Sud. Una mail e si viene catapultati negli anni 50, quando il Nord denigrava il Sud. Siamo nel 2019 e la storia si è ripetuta, senza ma e perchè.

Ecco i fatti dal sapore amaro

Erminia Muscolino, di 30 anni è una giovane biologa di Ficarazzi, alle porte di Palermo. Attualmente, sta frequentando un corso di specializzazione in biotecnologia medica e medicina molecolare. La studentessa, qualche tempo fa, ha inviato una mail per partecipare ad uno stage di formazione. La sede? Un centro di ricerca oncologica della provincia di Pordenone. La ragazza viene però rifiutata. Fin qui tutto possibile, capita di essere scartati. Ma quello che è assurdo è la motivazione. La giovane studentessa si è vista recapitata una mail dal seguente testo: “Già ricevuta anche io… Figurati se prendiamo una di Palermo…“. La mail, doveva restare all’interno del centro, tra due dirigenti, ma in realtà per un errore è stata inviata direttamente alla mittente palermitana. La quale, ha letto più volte la mail, non credendo a quelle poche righe sul computer.

Le scuse del centro friulano

L’Istituto Tumori Cro di Aviano non discrimina nessuno; i criteri per l’assegnazione delle borse di studio si basano esclusivamente sul merito e sull’attinenza che esiste tra le stesse e i profili curricolari pervenuti”, dichiara in una nota la direzione generale del Centro di Riferimento Oncologico friulano.Il centro ha spiegato che quelle parole non erano discriminatorie. Anzi, per loro sarebbe stato poco probabile che una persona del Sud Italia, avrebbe partecipato ad uno stage, senza riceverne compenso. Ovviamente, un tentativo maldestro per scansare le critiche piovute sul centro. La nota continua: ” “Nel nostro centro – ha aggiunto il Cro in una nota – lavorano peraltro due luminari di caratura internazionale, originari proprio della Sicilia“.

Il commento della Muscolino

Le polemiche sul caso non sono certamnte mancate. Durante un’intervista a Tgr la studentessa spiega: “Ho mandato vari curricula in centri in Italia che si occupano di ricerca clinica fra cui uno l’ho spedito in provincia di Pordenone in Friuli Venezia Giulia, naturalmente essendo disponibile ad andare fuori anche a titolo gratuito“. In merito al rifiuto continua. “Sono molto amareggiata“, è il commento di ErminiaQuelle parole… e poi i tanti puntini e il punto esclamativo che dicono tanto…”. Il centro ha spiegato che quelle parole non erano discriminatorie. La studiosa ha così commentato: “Non posso credere che ci sia ancora questo tipo di discriminazione, ci sono rimasta malissimo ma non rinuncio al mio desiderio di crescere e lavorare fuori”.

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