Marco Amelia riparte dalla Promozione

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La carriera di Marco Amelia è stata caratterizzata da grandi successi. Il portiere romano dopo essersi affermato a livello giovanile e dopo tutta la trafila nelle nazionali giovanili, è stato a lungo il vice di Buffon in nazionale ed è entrato nel gruppo del 2006 che tutti ricordiamo per la vittoria del campionato del mondo. Ora ha scelto di ricomiciare con il Rocca Priora, squadra che milita nel campionato di Promozione laziale. Amelia era già il presidente onorario della squadra, ma visto il momento complicato in cui si trova la squadra (quintultima in classifica), ha deciso di scendere in campo anche lui per dare una mano. “Svolgerò il ruolo di direttore tecnico della prima squadra e quindi andrò in panchina al fianco dei ragazzi- ha spiegato – . Anzi, farò di più: ho deciso di formalizzare anche il mio tesseramento da giocatore oltre a quello da dirigente”

Prima di firmare per il Rocca Priora, Amelia aveva cullato l’idea di avverare il suo sogno più grande, tornare  a giocare nella Roma, ovvero la squadra dove è cresciuto e dove ha vinto uno scudetto nel 2001, anche se da terzo portiere. Mi sono offerto alla Roma con proposte indecenti, ma non si è verificato e non per colpa mia. All’inizio di questa stagione ho chiamato i dirigenti mettendomi a disposizione, ma avevano già tre portieri, poi è dovuto rimanere anche Curci per le liste Champions, quindi un quinto non sarebbe servito. Il rimpianto di Amelia è grande: Ho sempre sperato, anche quest’anno, di tornare in giallorosso. In tutta la mia carriera ci ho creduto almeno un centinaio di volte, anche vedendo che cambiavano dirigenti e poi società. Il sogno di Amelia non si è concretizzato neanche in questa occasione e così lui ha deciso di ripartire nella squadra di sua proprietà, lanciandosi in un’avventura del tutto inusuale.

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Nell’intervista l’ex portiere del Milan ha confermato anche le voci che si erano diffuse l’anno scorso di una presunta rissa avvenuta con l’ex compagno in rossonero Daniele Bonera. Alcuni snobbavano i tifosi e arrivammo alle mani. E’ stata l’unica volta che ho messo le mani addosso a qualcuno, a Bonera per la precisione, ma se l’è meritata”. Ed ecco spiegato il motivo: I dirigenti avevano chiesto di andare a salutare i tifosi e i giocatori più rappresentativi non volevano scendere dall’autobus, poi, obbligati dai dirigenti, scesero. Quando risalimmo alcuni facevano i ‘simpaticoni’ e finì in rissa. La storia poi è venuta fuori perché qualcuno non si è fatto gli affari propri.