MASTER 1000 CINCINNATI. IL PAGELLONE DEL TORNEO

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Il torneo di Cincinnati è finito e ha regalato verdetti importanti. In primo luogo, il ritorno di Federer alla vittoria in un master 1000, in secondo luogo David Ferrer in finale, poi la sorpresa di Bennetau alla prima semifinale in carriera a questo livello e la triste ennesima prova di Fognini.

VOTO 10 – ROGER FEDERER. Che dire? Roger è ancora lì. 33 anni appena compiuti e non sentirli. Il suo 2014 è qualcosa di straordinario: semifinale in Australia e finale a Wimbledon negli slam, tre tornei vinti nel circuito, ritornato nella top 3 del ranking ATP, sconfitto solo 9 volte in stagione su 58 partite giocate e, per concludere, un tennis di una bellezza che lascia senza parole. A Toronto, Tsonga lo aveva freddato in finale, in Ohio Federer non trema e batte per le 16° volta su 16 Ferrer, conquistando così l’ottantesimo torneo in carriera. A Cincinnati, Roger ha sconfitto due giovani promesse: Pospisil al primo incontro, e soprattutto il lanciatissimo Raonic che riesce a stento a reggersi in piedi contro lo svizzero; Monfils e Murray sono le altre due vittime fatte da Federer nel torneo. Un torneo perfetto. GRAZIE ROGER.

VOTO 9. DAVID FERRER. Il numero 1 degli umani. L’eterno secondo. Ebbene sì, Ferrer è questo. L’unico in grado di mantenersi in scia dei Fab Four pur non avendo il loro stesso talento. Abnegazione, continuità, senso del lavoro sono questi gli ingredienti di cui è fatto Ferru. Tuttavia, il tempo passa anche per lui e quest’anno ha fatto moltissima fatica. A Cincinnati, David dimostra di essere ancora competitivo. Certo, il suo tabellone lo ha aiutato non poco e ha dovuto affrontare avversari ampiamente alla sua portata. Una finale non è mai banale. IMMENSO.

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VOTO 8. JULIEN BENNETEAU. 33 anni come Federer e non sentirli, anzi. Benneteau è cresciuto con il tempo, diventando un giocatore più completo, riuscendo a costruirsi un tennis di buonissimo livello. Julien è un affezionato della top 30 e ha vinto almeno una volta contro tutti i big: 2 volte vincitore con Federer, 1 volta con Nadal e Djokovic.. A Cincinnati, è in stato di grazia. Regola in due set Janowicz, vince in recupero con Stan Wawrinka, rifilandogli un secco 6-1/6-2 dopo aver perso il primo per 6-1 e si ferma solo davanti a David Ferrer. Certo, raggiungere la prima semifinale in un torneo di questo livello è sicuramente tardivo: resta comunque un grande risultato. CANTO DEL CIGNO.

VOTO 7. MILOS RAONIC. Ormai Milos è una certezza. Sta giocando alla grandissima, dimostrando di avere lavorato benissimo, aggiungendo al servizio un gioco completo ed efficace. La sua maturità si vede in maniera palese quando affronta Fognini che è l’esatto opposto. Milos gioca sereno e concentrato, non concede nulla e Fognini viene travolto in meno di un’ora. Raonic ha un solo problema: un complesso di Federer molto compensibile. Lo svizzero gioca in un modo davvero eccellente e sfrutta l’unica pecca del tennis del canadese: la scarsa mobilità. Perdere contro questo Federer non è grave, anzi. Come lui ci sono passati anche tanti altri grandi, che adesso, per esempio, sono il numero 1 e 2 del mondo. PROVACI ANCORA MILOS.

VOTO 6. ANDY MURRAY. Lo scozzese fa ancora fatica. Da habitué di finali e semifinali, Andy non riesce assolutamente ad andare oltre i quarti. In Ohio, Murray si arrende a Federer e,come già detto, non è particolarmente grave. Tuttavia, in quel match il britannico ha sprecato una grossa occasione. In vantaggio 4-1 nel secondo set, con la possibilità di portare Federer al terzo e, quindi, di affrontarlo in condizioni fisiche precarie, Murray si fa rimontare e perde il set e, quindi, la partita. Un errore madornale, che lui stesso ha definito da 18enne, peccato che lui ne abbia 27. ETERNO RAGAZZO.

VOTO 5. NOVAK DJOKOVIC. Che succede, Nole? Il vincitore di Wimbledon pare non essere ancora pronto per il cemento americano. Eliminato agli ottavi in Toronto per mano del vincitore Tsonga e sbattuto fuori malamente in Ohio per mano di Tommy Robredo poi sconfitto dal finalista Ferrer. Nei due tornei di preparazione agli US Open, Nole ha faticato moltissimo e non arriva tra i favoriti per il torneo. Mai sottovalutare il serbo che arriverà carico e pronto a New York. IN RITARDO.

VOTO 4. STANISLAS WAWRINKA. Che fine ha fatto IronStan? Il guerriero e bombardiere elvetico sembra essersi perso per strada. Fuori a quarti a Wimbledon per mano dell’eterno amico-nemico Federer, eliminato agli ottavi da Kevin Anderson in Canada, a Cincinnati Stan si fa prendere a schiatti dalla vecchia volpe francese Benneteau che scherza con lui in due set. Wawrinka tornerà carico per gli US Open, consapevole di essere stato vincitore in Australia sulla stessa superficie. COME ON STAN.

VOTO 3. BERNARD TOMIC. Ormai bisogna rinunciarci. Tomic ha perso più di un treno e non perde occasione di fare una brutta figura. Contro Simon non scende praticamente in campo e giocare così contro il francese è pressochè un suicidio. HOPELESS.

VOTO 2. FABIO FOGNIN. Ok, i quarti sono un ottimo risultato. Tuttavia, battere quel che rimaneva di un insolitamente spento Hewitt non è un’impresa, regalare un set al tennista taiwanese Lu è già di per sé grave, scendere in campo con la svogliatezza di un lunedì mattina in ufficio contro uno dei migliore del circuito è sintomo di patologica inadeguatezza al grande tennis. Raonic non ha pietà di lui e, nonostante sia di 4 anni più giovane, lo porta a scuola col pulmino mostrandogli come un vero giocatore affronta un quarto di finale in un Master 1000. 57 minuti e un solo game conquistato sono il misero bottino di Fabio. Manca solo che indossi una maglietta con scritto Why always me e ormai le somiglianze con Balotelli saranno finite. ANCHE PETER PAN ALLA FINE E’ DIVENTATO GRANDE.

VOTO 1. ALLA FIGURACCIA DI FEDERER. Voto assolutamente ironico. Federer merita il massimo dei voti. Tuttavia, si è macchiato di una gaffe non da poco. Prima di iniziare il match con Gael Monfils, al lancio della monetina, lo svizzero guarda il fortunato designato al lancio e gli chiede se fosse di Cincinnati: sfortunatamente, il fortunato era il sindaco della città. IMMENSO ANCHE IN QUESTO.