Michael Schumacher: mai più buone notizie

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A parlare delle condizioni del campione Michael Schumacher è Gary Hartstein, anestesista americano ed ex delegato medico per la Formula 1 della Fia.

“Temo, e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di salute di Michael Schumacher”, sono le parole, quasi lapidarie, che il dottore ha scritto ieri sul proprio  blog, creando sconcerto tra i tifosi e tra tutti coloro che, ormai da dicembre, fanno il tifo per il campione dell’automobilismo mondiale, l’ex ferrarista ricoverato nell’ospedale di Grenoble, a seguito di un incidente avvenuto sugli sci alla fine dello scorso anno.

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Sin da subito le condizioni di Schumacher sono apparse particolarmente critiche; poi, i media hanno lasciato adito a qualche speranza, ma le parole di Hartstein, oggi, infrangono ogni ulteriore sogno di risveglio. Il quarantacinquenne pilota di Kerpen è sempre in coma farmaceutico e sono gli stessi medici, gli stessi esperti del settore i primi a non mostrarsi, ormai, troppo ottimisti.

Non ho alcuna informazione precisa” tende a sottolineare Hartstein, ma proprio questo silenzio prolungato – da quanto egli stesso evidenzia – non fa sperare per il meglio. Infatti, se ci fossero stati dei miglioramenti, i bollettini medici ne avrebbero immediatamente data diffusione all’opinione pubblica e ai media, riaccendendo le speranze soprattutto dei familiari che in questi mesi sono sempre stati accanto a Schumi.

Ecco, perciò che, man mano che il tempo passa, le possibilità di risveglio si riducono e, dopo sei mesi, dal momento che l’incidente risale al 30 dicembre 2013, diventano pressoché quasi del tutto inesistenti.

Nessuna persona in stato vegetativo per un anno può riprendere conoscenza“. Parole dure, che rallentano i sogni di poter tornare a vedere ancora una volta Schumacher su una pista di Formula 1.

Rallentano sì, ma, tuttavia, non li fermano. Come mai si è fermato mai finora lo stesso Schumacher che ancora lotta e tiene duro. I suoi tifosi sono sempre là. Fanno il tifo per lui e noi ci uniamo a questo coro di supporto: “Forza Schumi, non mollare!”