Cronaca
Migranti verso l’Italia: tra Covid-19 e povertà, qual è il male minore?

“Aiutateci, per favore, stiamo affondando. Non abbiamo né cibo, né acqua, non abbiamo nulla”.
Questo l’audio diffuso da Alarm Phone sul suo profilo Twitter. Si tratta di persone che da giorni sono ferme a bordo di barconi in avaria alla deriva nel Mediterraneo, aspettando un aiuto che non è mai arrivato. Da nessun Paese.
È questa la disastrosa condizione di 47 persone che si ritrovano a bordo di una delle quattro imbarcazioni di emergenza. Le altre sono naufragate tra Malta e Tripoli, e parecchie persone sono morte in mare.
È la Sea Watch che da Alarm Phone, servizio di assistenza telefonica per i migranti, non appena ha scoperto dell’emergenza, ha diffuso la notizia e ha richiesto soccorsi urgenti.
Invano sono serviti gli appelli a quel Governo che ora è alle prese con la gestione di un paese con ben altri problemi. Quel Governo che è in bilico tra, una costante diffusione no limits del contagio, e la crisi economica nazionale. Nel frattempo ci sono loro, persone scappate dal proprio paese, consapevoli di andare incontro, forse, a condizioni peggiori. E così è stato, sin dal primo momento.
Si è riscontrato, negli ultimi giorni, l’ennesimo caso di immigrazione clandestina: persone che scappano dal proprio paese cercando condizioni di vita migliori. Persone che si trovano a dover scegliere e a stabilire, tra povertà e virus, quale sia il male minore.
Donne incinte, persone malate, bambini. Tutti ammassati su barconi di fortuna diretti verso il terzo paese con il più alto tasso di contagi di Covid-19.
Persone che scelgono di affrontare un virus mortale piuttosto che rimanere nei loro territori dove vigono, guerre civili, governi dittatoriali, condizioni climatiche e ambientali sfavorevoli, e povertà.
101 migranti sbarcati a Pozzallo
Intanto, a Pozzallo, sono stati recuperati e soccorsi altri 101 migranti. Il sindaco della cittadina, Roberto Ammatuna, ha dichiarato: «L’Italia sta attraversando una fase difficile e c’è un’epidemia in corso, secondo il decreto ministeriale i porti sono chiusi. Per il loro bene non possiamo accoglierli». Infatti, uno dei migranti visitati nell’area attiva di Pozzallo è risultato positivo al virus e per questo il sindaco ha chiesto
«una strategia per i prossimi giorni, con controlli più accurati in ogni centro di accoglienza, per gli arrivi che susseguiranno».
La triste realtà
Il nostro paese vacilla, è sul filo di un rasoio e non può rischiare nessun passo falso, nessun nuovo contagio in arrivo dall’esterno. La situazione è questa, è triste e nessuno dice che sia giusta, ma per qualcuno è ancora più dura. È più dura per quei migranti che, tra il virus e il restare nei loro paesi, scelgono il male minore, la fuga, con il pericolo di vivere giorni terribili in alto mare e trovare le porte chiuse.









