Cronaca
Milano, assembramenti per le riprese di un video rap: tra denunce e tafferugli

Tafferugli a Milano durante la produzione di un video rap, avvenuta lo scorso 10 aprile. La polizia ha così eseguito a Milano 13 decreti di perquisizione domiciliare. Nelle abitazioni perquisite dalla polizia (dieci di maggiorenni e tre di minorenni) sono state trovate armi detenute illegalmente, come riportato da TGCOM.
Ora per loro l’accusa è di manifestazione non preavvisata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravate, nonché, per uno dei maggiorenni, di porto d’armi.
Tra gli iscritti nel registro degli indagati, anche il rapper 19enne “Neima Ezza”, all’anagrafe Amine Ezzaroui. Il musicista aveva organizzato la realizzazione del video via social, dando appuntamento ai sostenitori alle 16 in piazzale Selinunte, nel cuore del quartiere Aler di San Siro. Questo, ovviamente, in violazione delle vigenti disposizioni.
Poi il gruppo si era spostato in via Micene dove sono state realizzate le riprese, senza rispetto delle distanze, senza dispositivi di protezione e ovviamente senza aver prima proceduto ai regolari controlli quali, ad esempio, tamponi o esami sierologici, volti a garantire almeno quella parvenza di sicurezza in più. Indagato e perquisito anche il rapper Baby Gang, era con Neima Ezza a girare il video.









