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Milly Carlucci confessa: “Ho pensato di non farcela”

Si è conclusa un’edizione di Ballando con le stelle decisamente difficile, il programma di punta del sabato sera di Rai 1 ha dovuto affrontare non poche problematiche che hanno rischiato di far saltare la messa in onda più volte. Dall’emergenza Covid che ha richiesto il rinvio del format da Aprile ad Ottobre, ai vari positivi accertati prima del debutto, oltre ovviamente a imprevisti vari come l’operazione di Todaro e gli incidenti della Isoardi e Mussolini.
Il contesto è stato tuttavia affrontato con molta professionalità da Milly Carlucci che ha saputo, insieme ai suoi tanti autori e alle persone che lavorano nel dietro le quinte del format, superare ogni problema. Superata anche la finale la conduttrice si è lasciata andare ad uno sfogo sincero, dove non solo ha ringraziato tutti ma ha svelato quanto è stato difficile andare avanti nella conduzione:
“Vorrei dire una parola di ringraziamento. Stasera qui con noi c’è la Rai, il nostro direttore, il capostruttura, tutte le persone che hanno seguito questo percorso spesso davvero, davvero difficile. Devo dire grazie perché ci sono stati dei momenti in cui pensavamo di non farcela ad andare avanti ed è chiaro che il problema non è Ballando con le stelle. Il mondo e l’Italia hanno altri problemi, però nel nostro piccolo mondo abbiamo avuto delle crisi davvero difficili“.
Milly Carlucci: “Lavorare oggi è un privilegio”
Milly Carlucci non solo ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato molte ore in condizioni non proprio agiate, indossando la mascherina per molte ore per la paura del contagio, ma anche posto in evidenza quanto sia importante oggi il lavoro, soprattutto in questo periodo dove la maggior parte degli addetti allo spettacolo sono in crisi e non hanno uno stipendio da mesi:
“È una questione di lavoro per tanti professionisti, per tante famiglie che sono dietro a questi professionisti. Essere qui è un privilegio perché almeno lavoriamo. Tanti in Italia non lavorano. Però ogni giorno quando ci incontravamo dietro le mascherine ci dicevamo: ‘Che succederà? Ce la faremo ad andare avanti?’, per salvaguardare il lavoro di tutti e un programma che è un patrimonio della nostra rete e di cui siamo orgogliosi“.









