Economia

Ministro della Salute, il nuovo decreto sul monitoraggio delle regioni

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La Fase 2 che avrà inizio il 4 maggio 2020 è ormai vicina. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un nuovo decreto ministeriale per definire i criteri di gestione per il monitoraggio delle regioni.

L’obiettivo del monitoraggio è di valutare di volta in volta l’effetto che le riaperture avranno sul contagio, potendo così per ogni regione allentare o inasprire le misure contenitive.

Monitoraggio regionale: come funziona

Il nuovo decreto ministeriale firmato dal Ministro della Salute è in piena linea con l’apertura graduale annunciata dal Premier Conte il 26 aprile 2020.

I fattori principali di cui si terrà conto nel monitoraggio regionale sono:

  • il grado di tenuta del sistema sanitario;
  • il numero di cittadini con obbligo di quarantena;
  • il raccordo tra assistenza sanitaria primaria e ricovero ospedaliero;
  • i dati degli impiegati per l’emergenza in corso.

Queste informazioni nel loro complesso forniranno un quadro della situazione potendo capire come procedere per la Fase 3 o, nella peggiore, valutare un nuovo lockdown.

Dunque, nella fase di monitoraggio si valuteranno principalmente la capacità di monitoraggio, di accertamento diagnostico, la gestione dei contatti e della stabilità di trasmissione per ogni regione. I risultati saranno studiati a livello settimanale tramite un’apposita cabina di regia che coinvolgerà tutte le regioni e l’Istituto Superiore di Sanità.

Le Regioni avranno un grado di rischio differente

Il monitoraggio delle regioni permetterà anche la definizione del rischio per ogni regione dove per rischio si intende la possibilità di far aumentare il numero dei contagi. Una regione sarà considerata più a rischio se uno dei fattori di definizione del monitoraggio risultano alti.

Se una regione dovesse presentare un rischio troppo alto si potrebbe considerare un nuovo lockdown e quindi un ritorno alla Fase 1. Nonostante possano esserci regioni che forniscono dati non puntuali e poco chiari saranno considerate comunque a rischio.

Saranno fondamentali tutti i dati relativi i nuovi casi positivi al Covid-19 ponendo particolare attenzione ai pazienti delle Rsa. Per l’accertamento diagnostico sarà fondamentale monitorare il volume e le percentuali di tamponi effettuati a livello regionale e la capacità di tracciare gli spostamenti e i contatti dei nuovi positivi. Relativamente la stabilità di trasmissione di ogni regione, fondamentale sarà il valore soglia R0 che calcola la velocità di trasmissione del virus. Il parametro non dovrà superare il valore soglia 1 altrimenti si dovrà procedere con il considerare una retrocessione.

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