Mondiali 2014: inizia il Ramadan polemiche sul digiuno per i giocatori islamici

ramadan

Polemiche nei mondiali 2014, per l’inizio del ramadan che vieta di bere e mangiare dall’alba al tramonto per i fedeli dell’Islam.

Il Ramadan è il Mese Sacro in cui i musulmani digiunano dall’alba al tramonto. È un mese dedicato alla contemplazione e alla riflessione, durante il quale si effettuano lavori per donare e fare beneficenza. Nel 2014, il Ramadan ha inizio intorno al 28/29 giugno e durerà circa 29/30 giorni. Quando il Ramadan giunge al termine, si dà il via al festival “Id Al Fitr”, tre giorni di vita in famiglia per celebrare la fine del digiuno.

Durante il Mese Sacro che  inizia e termina con l’avvistamento della luna crescente. Sono gli osservatori lunari che ne stabiliscono le date, per cui non è possibile prevedere in anticipo l’inizio e la fine. Costringere i giocatori a seguire il Ramadan sarebbe come metterli in uno stato di pericolo imminente per la loro salute, la disidratazione è un sintomo che  può condurre alla perdita di coscienza e alla morte.  Paragonabile alla morte da dissanguamento in quanto quando il volume sanguigno circolante diminuisce a un livello inferiore ai 3,5 litri si assiste alla progressiva disidratazione.

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Le polemiche insorte durante i Mondiali 2014, stanno continuando e mettono in discussione un credo religioso, importante come l’Islam.

Ecco una lista dei giocatori musulmani

tourè

Yaya Touré  centrocampista del Manchester City, è uno dei più famosi tra i calciatori musulmani, era stato chiaro sin da subito, a rifiutare di praticare il Ramadan:

Con le condizioni climatiche brasiliane praticare il digiuno sacro sarebbe pericoloso per la mia salute. Con le temperature che ci sono  durante le gare, posso rischiare di morire.

Sulley Muntari, giocatore del Ghana, ha seguito le decisioni di Tourè. Il giocatore ganese esattamente 5 anni fa fu soggetto a polemiche in Italia sempre inerenti al Ramadan, debilitato dalla sete non fu in grado di continuare la partita e venne sostituito.

Nei mondiali 2014 in Brasile, la maggiorparte delle gare si disputano durante il giorno, e eliminare cibo e acqua vorrebbe dire metter a rischio la propria vita, oppure rinunciare alla scesa in campo. Con i supplementari che potrebbero incorrere, fino ai rigori, sarebbe un suicidio non alimentarsi e bere lasciando il fisico a disidratazione e con conseguente pericolo di morte.algeria

L’Algeria esentata dal Ramadan crea un dibattito e polemiche, dispensare i giocatori della propria squadra sta continuando a  far parlare tutto il Paese. I giocatori dell’Algeria che hanno superato per la prima volta, la seconda fase della Coppa del mondo, sono in ottima forma e ora devono scontrarsi con la Germania. Da indiscrezioni era venuto fuori che il ct dell’Algeria aveva chiesto ai suoi giocatori di rinunciare al digiuno del Ramadan, ma gli stessi smentiscono

 “Il mister è molto rispettoso della fede dei giocatori e ha lasciato loro piena libertà di scelta”

L’intervento di Muhammad Sharif Qaher, esponente del Supremo consiglio islamico, ha rassicurato i giocatori musulmani, dando loro la possibilità di non essere vincolati al digiuno.

E’ riuscito a far emettere una fatwa (si intende la risposta data a un qāḍī)  che li dispenserebbe dal praticare il Ramadan. Muhammad Sharif Qaher informa che la sharia autorizza i giocatori a mangiare perché sono in viaggio. Mentre altri esponenti tra cui Muhammad Mukarkab, membro dell’Associazione degli ulema algerini, dichiara non lecita questa decisione poichè i calciatori non sono in Brasile nè per curare una malattia, nè per viaggi nè tantomeno per studio. Anche il coordinamento ha tentato di far spostare l’orario delle gare alla sera, chiedendo alla Fifa una nuova programmazione.

nigeria

Segue la Nigeria, squadra ancora in lizza per i Mondiali 2014, metà dei suoi giocatori sono musulmani praticanti. Keshi e le istituzioni sportive hanno informato i giocatori della libertà che godrebbero nella loro libera decisione. Ma anche nelle squadre europee, ci sono moltissimi giocatori che hanno scelto di abbracciare la religione musulmana, ricordiamo nella Francia, Benzema, Pogba, Sissoko e Sakho. Nella Spagna Bacary,  nella Germania Mustaphi, Khedira e Ozil, mentre nella Svizzera vediamo  Inler e Shaqiri , nel Belgio Januzaj e Fellaini, e nell’Olanda Robin Van Persie.