Mondiali di Basket in Carrozzina, Rossetti:  ” anche noi rappresentiamo l’Italia “

Stefano Rossetti

Italiani, un popolo di poeti, santi, navigatori e..tifosi di calcio.

Sembrerebbe quasi che a quel lungo elenco che appare inciso sul Palazzo della Civiltà Italiana a Roma tra le qualità più spiccate degli italiani, dovrebbe essere menzionata anche il loro grande sentimento calcistico che da sempre li contraddistingue.

Ma nonostante tutti i riflettori mediatici sportivi da sempre siano rivolti sul calcio, tanto che anche il tifoso occasionale quando gioca la nazionale italiana senta un senso di appartenenza tale da inchiodarlo alla tv, bisogna comunque ricordare che quelli che si stanno disputando in questo momento non sono gli unici mondiali dove l’Italia sarà (oramai purtroppo era) rappresentata quest’estate.

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matteo cavagnini

Pochissimi infatti sanno che il 5 luglio avranno inizio i Mondiali di basket in carrozzina, che si terranno ad Incheon, Corea del Sud. O forse addirittura in pochi sanno che esiste una squadra nazionale azzurra di basket in carrozzina che ad ogni partita fanno sognare i propri tifosi.

Ma perché se ne parla così poco? Perché c’è così poca attenzione e interesse da parte dei media? Perché nessuna emittente televisiva trasmetterà in diretta questa manifestazione? Forse non è sport anche questo? Non è sempre la “maglia azzurra” che indossano questi atleti? Non è Italia anche questa?

10390962_672583412791240_6547842279872553369_nFanno riflettere ancora di più se queste domande a porsele è uno dei veterani della nazionale di basket in carrozzina: Stefano Rossetti che dal 1992 gioca con il club Ssd Santa Lucia e nel 1993 per la prima volta indossa la maglia della nazionale fino al 2011, decidendo in seguito di prendersi “una pausa” fino ad oggi, anno dei mondiali in Corea.

 

 

 

Il 20 giugno il campione azzurro ha scritto su Facebook un post che fa, o meglio dovrebbe far riflettere: “ Far vedere i Mondiali di Calcio è giusto per carità…..ma perché le nostre emittenti televisive statali o private non fanno vedere i Mondiali di Basket in Carrozzina che si svolgeranno dal 5 al 15 luglio a Incheon (Sud Corea) così anche noi avremmo molti tifosi oltre a parenti e amici a sostegno? Ma quando giochiamo noi con la maglia azzurra non rappresentiamo l’Italia? Ma sarà. ….”

allenamenti nazionaleGiusto. Perché? Per avere dei chiarimenti, abbiamo intervistato lo stesso Stefano Rossetti, che ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato nonostante il ritiro che la squadra azzurra ha iniziato il 26 giugno presso  il Centro di Preparazione Olimpica dell’Acquacetosa, a Roma.

 

 

 

Rossetti in nazionale

 

Qualche giorno fa hai scritto su tuo profilo personale di Facebook un post che esprimeva tutto il tuo dissenso e la rabbia nei confronti delle emittenti televisive che non mandano in onda i mondiali di basket in carrozzina, alludendo di essere trattati dalla Nazione che rappresentate come degli atleti “di serie B”. Da dove nasce questo sentimento?

“Purtroppo è la verità. Noi come nazionale di basket in carrozzina non siamo apprezzati nonostante i grandi sacrifici che facciamo come atleti. Non essendo dei professionisti, in quanto ognuno di noi oltre a giocare a basket fa anche un altro lavoro nella vita, non veniamo considerati ai pari di altri sportivi dalla stampa e dai media. Nn c’è scritto da nessuna parte che ci saranno i nostri mondiali il 5 luglio, eppure noi quando andiamo fuori , durante le manifestazioni internazionali rappresentiamo l’Italia e siamo orgogliosi di farlo.”

Nazionale italiana di pallacanestro in carrozzinaL’ Italia è sicuramente il Paese del calcio e il sostegno della nazionale italiana ai Mondiali ne è la chiara dimostrazione. Pure voi andrete ai mondiali il 5 luglio, ma quasi nessuno ne ha parlato e non si vede nemmeno in minima parte l’eco mediatico e il calore dei tifosi che sta suscitando la nazionale calcistica in questi giorni.  Secondo te è solo un problema di sport?

“Ci tengo a precisare una cosa: Io non sono né invidioso né geloso del successo mediatico che riscuote il calcio in Italia, perché io per primo ho giocato a calcio e nasco da questo sport. Ma  l’Italia vive solo di calcio, basti vedere come vengono trattate le altre discipline, la stampa li menziona ma non i approfondisce.   Che sia ben chiaro, io non voglio fare un pianto, ma è la verità, pochissime persone oggi nel 2014  conoscono il basket in carrozzina, è normale, ma non dovrebbe essere così- Anzi dal 1992, anno in cui ho iniziato io, ad oggi, c’è stato un grande passo avanti, ma non basta. La verità forse è che semplicemente il calcio muove molti soldi , il basket in carrozzina no, quindi non è degno di nota.”

Ma questa “poca attenzione” è tipicamente italiana o è riscontrabile anche negli altri Paesi?

“Gli altri quotidiani internazionali danno una valenza superiore alle nostre manifestazioni. Ricordo che quando ho disputato il campionato di coppa campioni in Spagna, i giornali del posto ne parlavano. Ma sinceramente quello che fanno i miei vicini  non mi interessa, è quello che fa il mio Paese che mi sta a cuore.”

Stefano Rossetti Ssd Santa Lucia

Andiamo sul personale: Tu indosserai la maglia azzurra dopo 3 anni di assenza dalla Nazionale. In un comunicato la FIPIC  (Federazione Italiana Pallacanestro In Carrozzina) ha annunciato il tuo rientro in squadra  come “il ritorno del veterano Stefano Rossetti”. Come mai questa decisione?

“La mia ultima apparizione in nazionale risale ai mondiali del 2010 ed uno Star Game nel 2011. In questi 3 anni nonostante i ct mi abbiano chiamato, io per motivi personali ho sempre rifiutato. Devo soprattutto a mia figlia Alessandra l’essere tornato, lei mi ha messo davanti ad un bivio, e una ragazza di 17 anni che affronta il padre a viso aperto, per me è stato davvero molto significativo. La frese che hai recitato sono  parole del mio allenatore, e sono state per me un grande orgoglio. Questa maglietta forse non l’avrei indossata se non fosse stato per l’incoraggiamento continuo  degli amici che non hanno mai smesso di credere in me  e per il grandissimo sostegno del mio club: Ssd Santa Lucia. Inoltre non posso che ringraziare il Dottor De Santis che mi ha operato alla spalla in seguito ad un incidente per il quale si pensava avessi potuto concludere la mia carriera. Ma così non è stato e questo lo devo anche allo staff dell’ Ospedale riabilitativo Santa Lucia dove ho fatto fisioterapia. Quello di Incheon  non sarà per nulla un mondiale semplice, anche perché è  la prima edizione a 16 squadre, con un girone molto tosto per l’Italia, forse il più difficile, infatti incontreremo Svizzera, Germania e Australia, e se non fosse stato per queste persone che mi hanno supportato, probabilmente questa avventura non l’avrei ma vissuta.”

gruppo azzurro

 

Con la speranza che sempre più italiani inizino ad appassionarsi alle manifestazioni parasportive, auguriamo ai nostri atleti azzurri un grande in bocca al lupo.

 

 

 

Sara Alvaro

 

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