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Monza, due indagate per gli abusi sulle “farfalle” della ginnastica ritmica

Avevano denunciato le umiliazioni subite di fronte alle compagne, il terrore per un aumento di 100 grami di peso, le privazioni cui si sottoponevano per rispondere ai terribili standard imposti dalle loro coach. Ora, la procura di Monza ha iscritto nel registro degli indagati due tecnici dell’Accademia Internazionale di Ginnastica Ritmica di Desio (Monza), con l’accusa di aver maltrattato, con comportamenti vessatori ed abusi psicologici, alcune giovanissime atlete.

La notizia dalla Procura di Monza

La notizia arriva direttamente dal Procuratore della Repubblica Claudio Gittardi che ha anche comunicato il nome delle due indagate: si tratta di E. M., direttrice tecnica dell’Accademia Internazionale di Ginnastica Ritmica di Desio e di O. T., la sua assistente.

Controlli maniacali sul peso e umiliazioni pubbliche

Le “farfalle”, così si chiamano le ginnaste azzurre della ritmica, avevano pubblicamente denunciato il clima di vessazioni ed umiliazioni cui erano sottoposte durante il loro soggiorno in Accademia. Giovanissime, per lo più minorenni e lontane dalla famiglia, alle atlete non restava che sottoporsi ad allenamenti rigidissimi ma, soprattutto, alle diete imposte. Un clima di terrore e di vergogna per coloro che non riuscivano a rispettare le imposizioni sul divieto di consumare cibi e bevande, continui controlli del peso ed altre umiliazioni per aver adottato comportamenti non adeguati a ciò che ci si aspettava da loro.

Le prime denunce alla stampa a fine ottobre

Le prime denunce a fine ottobre, da parte di alcune ex atlete che, ormai lontane dall’Accademia e con una ragionevole consapevolezza di sé, avevano deciso di raccontare pubblicamente quanto accadeva tra le mura del centro di Desio. Da lì, le indagini. Il 14 novembre scorso, le ragazze sono state ascoltate in procura e, in quell’occasione, hanno confermato tutte le dichiarazioni già date alla stampa. Le ragazze hanno puntualizzato tutti i dettagli relativi alla loro esperienza, soffermandosi sulle umiliazioni inferte a proposito del loro aspetto fisico e sul controllo esasperato del loro peso ma, soprattutto, raccontando nel dettaglio per quanto tempo questi abusi erano stati perpetrati con continuità.

La Procura di Monza ha quindi iscritto nel registro degli indagati le due ct, responsabili sia della struttura sia delle atlete.

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