Cronaca
Morte Martina Rossi: si attende la sentenza della Corte di Cassazione

Martina morì cadendo dal balcone mentre si trovava in vacanza: per la sua morte erano stati condannati a 6 anni in primo grado Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni. Il reato era quello di morte in conseguenza di altro reato e tentata violenza sessuale.
Ma la condanna del 2018 è stata annullata dopo che la Corte d’Appello di Firenze ha prima dichiarato prescritto il reato di morte in conseguenza di altro reato, e poi nel 2020 ha infine assolto i due dal reato di tentata violenza sessuale perché “il fatto non sussiste”.
È stata anche lanciata una petizione, che chiede l’intervento di Mattarella “perché ci sia la revoca della prescrizione per reati così gravi, nello specifico ‘morte come conseguenza di altro reato’. La morte di un essere umano non può essere trattata come un debito caduto in prescrizione” si legge nella petizione “È disumano che a distanza di così tanti anni, a fronte delle tante prove raccolte, due genitori non abbiano ancora potuto capire com’è morta la loro unica figlia ventenne”.
I genitori di Martina, al Corriere della Sera, hanno spiegato: “Noi non cerchiamo vendetta e non vogliamo neppure che innocenti finiscano in galera. Chiediamo giustizia e verità. Dieci anni dopo ci devono dire perché è morta Martina, la nostra unica figlia. La cosa che ci addolora di più” continuano, “è che in quel processo nostra figlia è stata descritta come una pazza mangiatrice di uomini in preda all’alcol e alle droghe, suicida chissà per quale motivo. Non soltanto Martina era sana di mente, non beveva e non si drogava, ma persino le analisi sul suo corpo effettuate dalle autorità spagnole dimostrano che non era ubriaca e che non aveva ingerito sostanze stupefacenti. Per non parlare poi delle testimonianze che, come ha riconosciuto anche il pg della Cassazione, danno una valutazione opposta al giudizio di Appello”.









