Morto “Faccia da Mostro”, ex funzionario dei servizi deviati

Si porterà nella tomba i segreti degli anni bui dello stragismo mafioso

E’ morto nella mattina del 21 agosto 2017 Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della Mobile di Palermo con passato nei servizi segreti, meglio noto come “Faccia da mostro“. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di un malore in spiaggia: Aiello, che da anni viveva a Montauro, in provincia di Catanzaro, si e’ accasciato mentre cercava di portare a riva la propria barca. Inutili i seppur tempestivi soccorsi.

Una lunga cicatrice sul volto che si era procurato a causa di una esplosione, gli aveva conferito questo orrendo soprannome che in questi anni è stato sulla bocca di numerosi pentiti di mafia e iscritto nel registrato di quattro procure e persino dell’antiterrorismo. Da ultimo è stato indagato dalla Procura di Reggio Calabria per i suoi presunti rapporti con Bruno Contrada, altro ex funzionario dei servizi in odore di mafia, nell’ambito di una inchiesta su un patto stretto tra ‘ndrangheta e Cosa nostra per destabilizzare lo Stato.

Ma soprattutto, il suo nome compariva puntualmente nelle inchieste della procura di Palermo. Infatti, secondo i collaboratori di giustizia, Faccia da mostro sarebbe stato al centro di una ragnatela di mafia e apparati deviati dello Stato e avrebbe ricoperto ruoli di primo piano nella Palermo delle stragi e degli omicidi eccellenti: dal fallito attentato dell’Addaura alla strage di via D’Amelio, fino all’omicidio del poliziotto Nino Agostino e di sua moglie incinta, ma anche il coinvolgimento nell’omicidio del commissario Ninnì Cassarà, nel 1985, e dell’uccisione di Claudio Domino, il bambino di 11 anni ucciso dalla mafia.

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Anche se l’ex poliziotto ha sempre negato ogni coinvolgimento, il suo nome viene ormai accostato a quello dei servizi segreti deviati che negli anni ’80 e primi anni ’90 hanno lavorato al servizio della mafia e dei movimenti eversivi contro lo Stato.

Sulla sua morte si sono addensati già gravi sospetti. Infatti, il padre del poliziotto Nino Agostino, ha dichiarato all’ANSA:

Quando lo vidi, lo scorso anno, non mi sembro’ un uomo di 70 anni ma un atleta non capisco perche’ avrebbe avuto un infarto.”

Che qualcuno lo abbia tolto di mezzo? La sua e’ stata una morte accidentale o una uccisione di Stato per togliere di mezzo un soggetto divenuto fastidioso per tanti apparati?”

Non a caso, a sole ventiquattro ore dalla morte, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo della procura antimafia di Reggio Calabria ha disposto il sequestro della casa, della barca e del telefono cellulare di Giovanni Aiello.

Adesso il rischio è che Faccia da Mostro si sia portato nella tomba anche tutti i segreti che, in vita, non ha mai voluto rivelare. Un altro tassello mancante nella ricostruzione degli anni bui della Repubblica italiana.