Naufragio sul canale di Sicilia. 700 i morti secondo i testimoni.

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E’ successo poco dopo la mezzanotte in circostanze tristemente consuete. Centinaia di persone, forse 700 secondo i testimoni, sono morte in un naufragio nel canale di Sicilia. Agli annali sarà forse la peggior tragedia di migranti di sempre. I migranti erano su un peschereccio partito da est di Tripoli, stipati come animali in una barca lunga 20 metri. L’allarme, lanciato da bordo, quando la barca si trovava a 70 chilometri dalle coste libiche.

La Guardia costiera ha ricevuto l’allarme e ha inviato il mercantile Kiong Jacob, che si trovava nei paraggi, a prestare soccorso. Ma al momento del contatto tra le due imbarcazioni, i naufraghi, presi dalla foga e dalla paura, si sono spostati in massa sul lato della nave. Poi il disastro. Il peschereccio non regge il peso e si ribalta. Finora sono stati recuperati 23 cadaveri.

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Sul luogo del naufragio è in corso un’operazione di soccorso imponente, con almeno 17 mezzi. Coinvolti anche pescatori di Mazara del vallo e altri civili. Le persone vive recuperate sono 49, finora. Nonostante i migranti di solito non sappiano nuotare, vista l’alta temperatura dell’acqua ( 17 gradi), i soccorritori non disperano di potere recuperare altri profughi ancora in vita qualora qualcuno sia riuscito ad aggrapparsi ad oggetti galleggianti.

Le parole di Carlotta Sami, portavoce dell’unhcr. “Contro le tragedie di immigrati in mare serve un’operazione Mare Nostrum europea. La chiediamo da oltre un anno e non c’è stata risposta”.  “Se il bilancio di questa ennesima tragedia sarà confermato il bilancio dei morti nel Mediterraneo negli ultimi dieci giorni arriverà a oltre mille persone. Quella di oggi è una tragedia di proporzioni enormi, una ecatombe mai vista nel Mediterraneo che conferma la necessità di un intervento europeo che metta in campo mezzi adeguati di soccorso”. Dalla Libia , ha ribadito Sami “partono barconi pieni all’inverosimile” e quando questi lanciano la richiesta di aiuto “i mezzi delle Capitanerie di porto italiane impiegano troppo tempo per raggiungerli”. “Siamo sconvolti perché negli ultimi due giorni abbiamo visto capitare dei fatti di una efferatezza mai vista finora. C’è stato un salto di crudeltà da parte dei trafficanti”.

Bufera tra le forze politiche.  «Come si fa a restare insensibili quando nel Mar Mediterraneo sistematicamente assistiamo a una strage?», interviene il premier Matteo Renzi, parlando da Mantova dove si trova per inaugurare la campagna elettorale del Pd. «Il cuore batte forte», dice. E nota che l’accaduto impone una riflessione a più ampio raggio: «Come si fa a restare insensibili di fronte a quelle ragazze che in Nigeria sono state rapite un anno fa da Boko Haram? Come si fa a restare insensibili al dolore di intere generazioni che muoiono, in un tempo in cui la comunicazione globale ci impone di sapere tutto? Ma è qui – osserva il premier- che si gioca il dramma e la bellezza della politica».

Dal fronte opposto le dure parole di Matteo Salvini.  “Cos’è cambiato a 18 mesi da Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni Ue hanno un senso ci vuole tanto a organizzare dei blocchi navali e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? Non so più come dirlo. L’ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti». Salvini chiede «un blocco navale internazionale subito, davanti alle coste libiche e Guardia costiera e militare a soccorrere e difendere i nostri confini». Ma all’intervista risponde subito via twitter Lorenzo Guerini, deputato Pd: «Mentre i nostri uomini raccolgono i cadaveri e salvano vite nel Mediterraneo, gli sciacalli speculano in diretta tv. Nauseante». Sulla stessa linea Andrea Camilleri, by tweet: «Caro Salvini è ancora più brutto che tu faccia campagna su 700 persone morte». Dello stesso avviso anche Schifani, Carbone e Cicchitto, mentre dalla Sicilia parte l’appello. Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta chiede che l’Europa passi ai fatti e che finiscano i proclami: «Serve un vertice urgente dei capi di Stato dell’Unione europea in Sicilia per una nuova convenzione sull’immigrazione e sul diritto d’asilo dei rifugiati dopo questa ennesima tragedia nel Mediterraneo» .

«L’Europa la smetta di comportarsi come Ponzio Pilato e di lavarsi le mani di fronte a queste stragi degli innocenti» interviene il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. Mentre Adriana Poli Bortone, candidata di Forza Italia, «Noi con Salvini» e altre liste di centrodestra alla presidenza della Regione Puglia chiede le dimissioni di Renzi e Alfano («il loro governo si è dimostrato totalmente incapace di gestire l’emergenza in Italia e di farsi sentire in Europa»). Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, osserva: «Le stragi di clandestini nel Mediterraneo sono figlie del falso buonismo. La resa ai trafficanti di persone è la prima causa di queste centinaia di vittime».

Intanto il bilancio delle vittime non fa che crescere, cadavere dopo cadavere. Negli ultimi giorni era stato contato il numero di rifugiati dalle coste libiche. Un conto interrotto solamente dalle tristi conte dei morti e delle violenze che i rifugiati hanno dovuto subire anche al di la del Mediterraneo. Nell’ultima settimana ne sono arrivati undicimila, oltre 1.500 al giorno. E almeno altri 950, secondo l’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu, sono invece finiti in fondo al mare. Tre giorni fa, l’ultimo orrore dei cristiani gettati a mare dai compagni musulmani.

Le strutture di accoglienza inoltre sono drammaticamente al collasso.  Da Lampedusa a Pozzallo dove, dice Medici senza frontiere, “la situazione è drammatica”. E dalla Sicilia continuano ad arrivare testimonianze choc. L’ultima da Lampedusa, dove l’altra notte sono sbarcati 89 tra eritrei e somali. Almeno 25 di loro, tra cui un bimbo di 6 mesi, avevano ustioni sul corpo. Dalle testimonianze dei sopravvissuti è stato ricostruito quanto accaduto: cinque giorni fa è esplosa una bombola in un casolare a Zuwarah, in Libia, dove i migranti erano in attesa di partire. Cinque sono morti sul colpo, mentre un sesto, una donna, è morta durante il viaggio verso l’Italia.

L’Europa, tra le più criticate, si dichiara impotente.  La situazione immigrazione “è grave e peggiorerà nelle prossime settimane e mesi” ma “dobbiamo essere franchi, la Commissione europea non può fare da sola; non abbiamo la bacchetta magica”, perché “non abbiamo i fondi né il sostegno politico” per lanciare operazioni europee di salvataggio. Risale a pochi giorni fa, l’ammissione  della portavoce del commissario per l’Immigrazione Dimitri Avramopoulos. Settimana prossima sarà in Italia per incontrare il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel tentativo di risolvere la questione Immigrazione. Ma sono vent’anni che queste stragi continuano drammaticamente a ripetersi, con frequenza quasi infrasettimanale. E molte, forse perchè più piccole, non si conoscono neanche.