Cronaca
Neonato dichiarato morto, poi si risveglia in obitorio, il caso che sta facendo discutere
Il piccolo, ricoverato dopo la nascita per gravi problemi di salute, era stato dichiarato deceduto al termine delle manovre di rianimazione. Poco dopo il trasferimento in obitorio il personale avrebbe notato segni di vita. La magistratura ha aperto un'inchiesta per chiarire quanto accaduto

È al centro di un’indagine la vicenda di Noah Gabriel da Cruz Santos, un neonato di un mese ricoverato presso l’ospedale Santa Casa di Rio Claro, nello Stato di San Paolo, in Brasile. Il bambino era stato dichiarato morto dopo un arresto cardiorespiratorio, ma durante le procedure successive al decesso il personale della camera mortuaria avrebbe rilevato la presenza di segni vitali. L’episodio, riportato dai media brasiliani è ora oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti.
Secondo le informazioni diffuse dalla struttura sanitaria, Noah era nato prematuro e presentava una malformazione congenita, il labbro leporino, condizioni che avevano reso necessario il ricovero in terapia intensiva neonatale. Durante la degenza il quadro clinico si è aggravato fino a provocare un arresto cardiorespiratorio.
I sanitari hanno eseguito le manovre di rianimazione previste dai protocolli, protratte per circa 45 minuti. Al termine degli interventi, constatata l’assenza di risposta clinica, il decesso è stato certificato secondo le procedure ospedaliere.
Successivamente il corpo del neonato è stato trasferito nella camera mortuaria. È in questa fase che, secondo la ricostruzione riportata dalla stampa locale, a richiamare l’attenzione sarebbe stata la responsabile dell’obitorio, Regina Célia Paschoal, che ai media locali ha raccontato di aver notato il sacco mortuario muoversi. «Quando l’ho aperto ho visto il piccolo muovere le gambe e aveva gli occhi aperti. È stato uno shock enorme», ha dichiarato.
La segnalazione ha fatto scattare l’immediato intervento del personale sanitario che è stato allertato e il bambino è stato riportato con urgenza in terapia intensiva. L’ospedale sostiene di aver seguito tutti i protocolli previsti per l’accertamento del decesso ed è stata aperta un’indagine.
L’episodio ha portato all’apertura di un’indagine per ricostruire tutte le fasi dell’assistenza sanitaria e verificare il rispetto delle procedure adottate per l’accertamento del decesso. Gli investigatori stanno acquisendo la documentazione clinica, mentre saranno ascoltati i professionisti coinvolti nella vicenda.
L’ospedale Santa Casa di Rio Claro, attraverso una nota ufficiale, ha dichiarato di aver rispettato tutti i protocolli sanitari previsti e di essere a completa disposizione della magistratura per chiarire quanto accaduto.
Dopo la dichiarazione di morte, i genitori erano rientrati a casa e avevano iniziato a preparare la documentazione necessaria per il funerale del piccolo. Poco dopo, però, hanno ricevuto una telefonata dall’ospedale con la richiesta di tornare immediatamente nella struttura, senza ulteriori spiegazioni. Una volta arrivati, hanno scoperto che Noah mostrava nuovamente segni di vita. «Pensiamo ancora che sia un sogno. Vederlo muovere le gambe e tenere gli occhi aperti ci ha lasciati senza parole», ha raccontato la madre Leticia ai media locali.
I genitori del bambino attendono l’esito degli accertamenti. Secondo quanto riferito dalla stampa brasiliana, la famiglia non ha formulato accuse dirette nei confronti del personale sanitario, confidando che le indagini consentano di fare piena luce sulla vicenda.
Gli esperti ricordano che solo gli esiti dell’inchiesta medico-legale potranno stabilire se si sia trattato di un errore nella valutazione clinica oppure di un evento estremamente raro legato alle condizioni del neonato. Fino alla conclusione delle indagini non è possibile attribuire responsabilità né trarre conclusioni definitive.








