Cronaca
Noemi Durini: condannati per diffamazione i genitori del suo assassino

Noemi Durini è morta a soli 17 anni, sepolta viva da chi avrebbe dovuto amarla e proteggerla. Ora, a distanza di 3 anni, è arrivata la condanna per i genitori del suo fidanzato nonché suo carnefice.
Noemi è stata uccisa a sassate e coltellate, poi seppellita mentre era ancora viva. Ma i genitori del suo fidanzato, Lucio Marzo, hanno messo in atto una campagna denigratoria nei confronti della giovane, campagna denigratoria oggi punita dai giudici.
I genitori del giovane, infatti, hanno sempre giustificato il gesto del figlio, sostenendo che “Noemi non era una brava ragazza, si accompagnava ad delinquenti di trenta, quarant’anni. E non vado oltre”. Così ora i due sono stati condannati a 1 anno e 6 mesi di reclusione con pena sospesa: l’accusa è quella di diffamazione.
Anche secondo la criminologa Isabel Martina, Lucio Marzo “Non ha mai ben compreso la gravità di quanto ha fatto, ricevendo la solidarietà della famiglia, una sorta di giustificazione morale”.









