Cronaca
Oasi di Troina: operatore 39enne violenta una disabile ora incinta

Un fatto scioccante è quello accaduto all’interno dell’Oasi di Troina dove un 39enne sposato e padre di un bambino ha violentato una donna disabile di ventisei anni con gravi problemi psichici. L’uomo, operatore della struttura, è accusato di violenza sessuale aggravata, ed ha confessato, dopo varie contraddizioni, la violenza. Attualmente è in stato di fermo.
Violenza sessuale su donna disabile
Le indagini della squadra mobile di Enna sono partite dopo la denuncia dei genitori della donna che avevano notato un comportamento strano della figlia: comunicava solo con gli occhi senza parlare. La violenza è avvenuta durante il lockdown quando l’Oasi era dichiarata zona rossa con 162 positivi tra medici e infermieri. Anche la vittima risultava positiva al covid. L’uomo stesso aveva chiesto di poter aiutare i colleghi in difficoltà a Marzo e aveva preso in “cura” la giovane disabile. Adesso la ventiseienne è incinta al sesto mese di gravidanza.
La struttura si costituirà parte civile nel processo
Gli inquirenti hanno interrogato tutti gli operatori della struttura, e la Scientifica ha effettuato l’esame del Dna. Intanto l’assessore regionale alla Sanità farà un’ispezione all’interno dell’Oasi di Troina e i responsabili della struttura vogliono costituirsi parte civile contro il 39enne. “Anche noi – scrivono in una nota – siamo parte lesa in questa triste e dolorosa vicenda, che ha sorpreso e sconvolto la dirigenza e il personale tutto, che svolge con responsabilità il proprio lavoro“.
La stessa struttura sta fornendo informazioni per le indagini. E L’Oasi ha lanciato un appello alle famiglie rassicurandole “Vogliamo rassicurare sull’operato della nostra struttura, che ha sempre custodito e salvaguardato i propri ospiti, come le stesse famiglie da sempre hanno testimoniato. L’Istituto provvederà a tutelare la propria immagine nelle sedi opportune“.
Il sindaco di Troina Fabio Venezia ha affermato “Fa molta rabbia pensare che mentre molti operatori sanitari e lavoratori dell’Oasi con grande spirito di abnegazione rischiavano la vita per assistere i disabili contagiati c’è stato chi ha compiuto un ignobile reato“.









